Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1927>   pagina <315>
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// Comitato Centrale siciliano di Palermo (1848-1852) 31.5
Pertanto, il Kossuth, durante il raccoglimento del Mazzini, lusinga la Sicilia per averne l'adesione al Comitato europeo; ma ignora i sen­timenti già espressi in proposito dal Lentini Somma e contrastati dal Fàscia.
Il Calvi, e per esso il Masaracchio, scimmiottando il Maestro, or­ganizza, anche egli, spedizioni nell'isola,; ma l'esiguità dei mezzi e della ciurma adoperati, ne indica tutta l'inconsideratezza e ne svela il recondito pensiero, che è quello soltanto di mettersi avapiSL Parole, quindi, da un lato, sempre parole! Misero egoismo, dall'altro!
Di ben altro aveva bisogno la Sicilia, e, per essa, il Comitato centrale; che, non ostanti tutte le catastrofi esterne, tutte la persecu­zioni borboniche, imperterrito continua più segretamente l'opera sua di ostilità al Governò;, ehe l'affligge, e di propaganda ed organizzazione unitaria!
Non fa dunque maraviglia che con questi strascichi, che non dif­feriscono dai precedenti lavorìi, si chiuda per l'emigrazione siciliana il periodo della sua attività speciale. D'ora innanzi, non più comitati, nel vero senso dalla parola, non più iniziative esterne, fino all' ultima gran­diosa, nazionale!
Tale fenomeno, in verità, non è proprio della emigrazione siciliana: è comune a tutte le emigrazioni italiane; che a poco a poco abbiamo vista accostarsi le une alle altre, fraternizzare e fondersi, poi, sotto nomi, con direttive, con diversità di componenti tali che non ricordano più la regione, ma dapprima assumono titolo dalle genti che le compon­gono, poi, dalla fede che professano. Sono i partiti, che oramai raccol­gono le emigrazioni, le assorbono e se le ripartiscono, senza impedire, però, che i loro adepti volgano ancora particolarmente amoroso lo sguardo ai fratelli in schiavitù e siano sempre pronti a sovvenirli di conforti* di notizie, ie persino di armi.
Questa trasformazione segna un altro progresso nello svolgimento della nostra nazionalità ed unità; anche se ragioni di Stato inducano ancora taluno a mostrarsi non del tutto ostile ai murattismo o all'idea federale.
Ma in mezzo a questo processo di coordinamente un partito, il repubblicano o mazziniano, che dir si voglia, cotanto benemerito sinora, vede scemare il suo ascendente. Troppo frequentemente compromesso dalla insufficienza e dalla inanità dei suoi generosi, ma cruenti tentativi e dalle conseguenze che tristamente li accompagnano, esso perde sem­pre più terreno cosi sul continente, come nell' isola. Il favore non segue che il solo successo ! Sicché, in Sicilia, la sua bandiera, rimasta avvolta