Rassegna storica del Risorgimento

PROCESSI ; MENOTTI CIRO
anno <1927>   pagina <319>
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Il processo Menotti 319
La condanna, dopo le prime esitazioni, era stata decisa da Fran­cesco IV al suo ritorno da Vienna (1). Il tribunale militare la applica sbarazzandosi autoritariamente e goffamente della difesa. La prova della cospirazione è facilmente raggiunta; la resistenza a mano armata è in­discutibile; l'attenuante dell'antica complicità ducale, nota per le pub­blicazioni del Monitore Modenese, è lasciata nel più assoluto silenzio, le eccezioni giuridiche di competenza sono rigettate.
Fa contrasto all'infamia di un procedimento nel quale è evidente il vile ossequio dei giudici alla mente sovrana, la fiducia nel principe che non ha abbandonato il Menotti, nella quale unicamente egli ri­pone le sue speranze.
Questa fiducia aveva radice nella sospensione del giudizio della commissione militare, ottenuta dal Menotti invocando di essere messo in rapporti col principe dopo i primi interrogatori, all'indomani del suo arresto, mentre erano già pronti boia e confortatori. Durante la pri­gionia il cospiratore, dopo aver dichiarato di non poter fare deposizioni ai giudici austriaci, come è provato ora dalle carte rese dall'Austria, aveva di nuovo chiesto di poter comunicare con l'antico complice, ed ottenuto di indirizzargli uno scritto (2).
(1) V. il mìo studio precedentemente citato: Francesco IV e Ciro Menotti prigioniero.
(2) La richiesta del Menotti era nota dal rapporto del Sebregondt. V. De­legato provinciale di Mantova in data it febbrario 1831 (V. il mio studio ci­tato Francesco IV e Ciro Menotti prigioniero). In un'altra filza della parte V dell'Archivio Austro Estense (filza XVIII fase. 5) dal titolo Rapports des generaux Gyulay, Geppert, Bentheim, D'Aspres relatifs aux mouvements mili-taires au commencement 1831 che contiene carte personali di Francesco IV, troviamo nelle due lettere seguenti del Sebregondi indirizzate al duca, la prova che il Menotti fece effettivamente pervenire al suo sovrano la desiderata co­municazione.
Altezza Imp.le e Reale
Il detenuto Minotti (sic) desidera, per oggetti importantissimi come egli dice, di parlare solo con V,.-, A, .0 di scriverle offrendosi ad altrettanto verso < di me. Supplico l'A. V. che si dégni d'abbassarmi i venera ti ssi mi suoi or- dini, e me le umiglio riverentemente.
Dall'uff. l'8 di febbraio 1831.
GIUSEPPE SEBBEGONDI
Altezza Reale,
Bacio le mani umilissimamente a Vv .,. Le presento uno scritto che sulla permissione avutane dall'A. V. Le indirizza Ciro Menotti: questi è tuttora