Rassegna storica del Risorgimento

PROCESSI ; MENOTTI CIRO
anno <1927>   pagina <321>
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// procèsso Menotti
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La tesi è chiara poiché il Menotti pone, secondo la relazione Zer­bini, la data ufficiale dell' inizia della sua attività rivoluzionaria nel­l'ottobre del '30 senza rifarsi, se non alle prime intelligenze ducali col Misley, almeno alle intese col Manzini (del luglio '29) pur note attra­verso alle pubblicazioni del Monitore Modenese, e senza precisare le sue personali relazioni ininterrotte col duca, che datavano dall'ottobre del '29.
Questa linea di difesa, vagheggiata durante la prigionia a Mantova, è svolta nei due primi costituti, dopo i quali il Menotti, resosi conto di quali fra i documenti rinvenuti nella sua casa erano stati comunicati ai suoi giudici, e quali erano rimasti fra le mani del duca (1), difende a fatica l'asserto che la cospirazione liberale, guidata dal Comitato di Parigi e legata a piani di rigenerazione nazionale, doveva riuscire a vantaggio del principe.
Le deposizioni dell'imputato sono riassunte nella 1 dazione del Commissario Fiscale al suo sovrano. Lo Zerbini vanta l'abilità colla quale è riuscito a confondere la callida ed ingiuriosa invenzione defen­sionale del Menotti che la rivoluzione dovesse sortire un esito felice pel principe ed a dimostrare falsa la pretesa dell'inquisito: che era stato provvisto alla salvezza personale del sovrano, e dettaglia le con­fessioni ricevute.
È evidente che il Menotti, avendo rinunziato per non precludersi la grazia sovrana nella quale continua a sperare fino alla vigilia del sup­plizio (2), a riallacciare agli occhi dei giudici la preparazione dei moti coll'antico progetto accettato dal duca, in altre parole avendo rinunziato ad attaccare il suo potente avversario, si trovava in una situazione disperata. Nei costituti resi alla Commissione Militare ed al Tribunale Statario, egli non potè più negare le relazioni che emergevano dalla corrispondenza sequestrata nella sua casa e le circostanze che risulta­vano dalle confesssioni degli arrestati, dalle informazioni assunte dai
ragione di questo silenzio? Aveva forse il Menotti ottenuto promessa della vita se non nominava il duca... Ciò almeno fu creduto e si crede pur tuttavia da molti , {Ciro Menotti e la Rivoluzione dèi t0 in Modena, pag. 280).
(1) È significativo questo proposito che del Misley, che pure dal Menotti è dichiarato all'inquirente il suo iniziatore politico, e eoi quale egli era stato in attiva corrispondenza fino all'ultimo, il duca non ha consegnato le lettere, che certamente dovettero essere sequestrate, come lo furono altre corrispon­denze compromettenti, in Casa Menotti.
(2) Vedi la nota ultima lettera alla moglie.