Rassegna storica del Risorgimento

PROCESSI ; MENOTTI CIRO
anno <1927>   pagina <330>
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33 Guido kujfinì
opporsi alla forza in caso di resistenza; il terzo di procurarsi un esito felice colla scorta dell' orò. e -dell' inganno nella occultazione del vero, e principale scopo della ribellione diretto alla calpestazione di ogni reli­gione, della distruzione dei Troni e dei Regnanti colla sostituzione di un'empia libertà.
In quanto al primo sebbene neghi egli di essere appartenuto, ed appartenere ad alcuna setta, nel mentre che la di Lui intrapresa era figlia dei Dogmi che le formano, confessò di avere in Bologna per cor­rispondenti gli avvocati Vicini, Canuti e Ragani, in Romagna Gregnoli. in Parma Olivi, in Reggio Bolognini, Rossi e Lustrini, in Mantova il fratello del marchese Giovanni Arrivabene, in Roma colli fratelli Av­vocato e dott. Maroncelli, a Firenze col marchese Gino Capponi, Bart ehiere Orsi e dottor Luigi Bonaparfe, coi quali continuamente carteg­giando comunicava i mezzi, e si concertavano le misure per l'effettua­zione del più atroce delitto, sostenendo però che più dalla Francia che da altri riceveva il Latte, e le indicazioni del germe rivoluzionario, ove esisteva nelle parti d'Italia, e da questi soltanto volle limitarsi alla co­gnizione delle combinate rivoluzioni di Piemonte, Regno Lombardo e Veneto, Napoli e Tirolo da esso assicurate, preparate e disposte.
Diverse lettere che a mia diligenza vennero alligate al processo, sebbene scritte con simpatici inchiostri, e riconosciute dall' Inquisito sotto la forza degl'Interrogatorii da me fattigli indicano per lo ap­punto, e comprovano la corrispondenza loro, ed una parte dei pro­getti della rivolta da essi desiata universale, esprimendosi in esse che se non riusciva il colpo questa volta, era per sempre perduta ogni spe­ranza, che ne venisse un tempo migliore, poiché scoperta la trama fa­cile ne addiveniva ai Regnanti, da essi chiamati Tiranni, l'opporvi i rimedi più efficaci e tutori.
In quanto al secondo cercando di paliare la rea sua intenzione si restrinse ad assicurare che nella di lui casa, si ammassassero una quan­tità di armi da fuoco, da taglio, da punta, ed insidiose, non che mu­nizioni di ogni sorta, onde con esse munire i congiurati nel momento della rivolta, e perchè non ne mancassero nemmeno coloro che fuori delle Città essere dovevano l'appoggio (sebbene egli non dica, ma dal Processo apparisca colla scorta dei fatti) della rivolta, si combinò che tutto ad un tratto si assalissero i Corpi armati delle Comuni, si disar­massero, e si uccidessero in caso di resistenza, e colle loro armi, e mu­nizioni se ne fornissero coloro, che nella Ciurma infame non si erano potuti provvedere, o mediante acquisti, o mediante spogli de pacifici sudditi di S. A. R.