Rassegna storica del Risorgimento
PROCESSI ; MENOTTI CIRO
anno
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1927
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pagina
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331
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ìl processo Menotti 331
La sorpresa de' scellerati J che dall' inarivabile saggissima anlive-genza dell'A. V. R. fu consumata nella fatale notte del 3 al 4 febbraio con pericolo perfino della Sacra sua amabilissima vita ed i fatti noto-' riissimi avvenuti nelle limitrofe Città e Comuni della Capitale porgono un pieno convincimento della esecuzione di si diabolico progetto, nella quale caddero infelici fedeli vittime sotto i barbari e crudeli colpi de-gl' infami rivoltosi all'atto dello scoppio.
Non essendo però pago di tale raccolta, e ben prevedendo che le armi da esso acquistate dai negozianti Bordoli, Vanini, ed airi di Bologna anco congiuntu a quelle che la sorpresa poteva renderlo possessore dei disarmi de' posti armati non erano sufficienti a porsi in un perfetto stato di difesa, opinò d'impegnare diversi suoi corrispondenti ad acquistarne, a fargliene la spedizione che non ebbe poi effetto, se si eccettuano due casse d'armi, che pervenire dovevano dagli Stati di S. M. I. R. Apostolica, e che gli amici di quelle parti avvertiti del sinistro avvenuto nell' indicata fatai notte, e dello svolgimento e fuga degl' altri congiurati, ne sospesero la trasmissione, occultandole non si sa dove, ne Stati della prelodata Maestà sua.
Finissimo l'inquisito nella cognizione della qualità personale de' suoi complici, procurò di avere fra l'armi di quelle, che più colpi potevano esplodere, ritenendo che questa moltiplicità, senza duopo di carica infondesse più coraggio nell'atto dell'opposizione, e con ciò a rilevarsi le circospezioni le più dirette all'oppressione della legittima forza, ed Autorità Suprema.
In quanto al terzo, non bene quiditato resta in Processo per l'assoluta negativa dell' inquisito anche a fronte delle più astringenti contestazioni, se il danaro, che fu a larga mano speso da Menotti col mezzo di Bacciolani, Vellani, Montanari, ed altri nominati da esso, prove* nisse direttamente in gran parte dalla Francia, o da particolari raccolte, che T Inquisito procuravasì servendosi della cognizione delle opinioni possedute dalli Esteri suoi compagni nella morale, e nella politica.
Suppositivamente può ritenersi che da una parte, e dall'altra ne pervenissero a Menotti, e con qualche forte fondamento può ritenersi, giacché da una lettera che accennai nel principio di questo mio rapporto, scritta con simpatico inchiostro, rilevasi la assegnazione di danaro in Banco di Parigi a lettera di cambio di Menotti, per servire la somma a soccorso di persone rifugiate in Toscana, ed ivi degenti; in essa pure si parla della Cassa di D. Luigi Bonaparte che ha soccorso, ma che in oggi è esausta, alla quale potrebbe essere di gran suffragio l'altra