Rassegna storica del Risorgimento
PROCESSI ; MENOTTI CIRO
anno
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1927
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pagina
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338
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338 Guido Raffini
3. Che la Sovrana Notificazione del 20 marzo 1831 dichiara che le persone raccolte nella Casa di Ciro Menotti la sera del 3 febbraio avevano /' empio disegno di portarsi ad aggredire il Prìncipe nella sua residenza, e fecero fuoco sulle Truppe Estensi, e sulla stessa di lui persona.
Che si dice noto in Modena esistere un Rescritto Sovrano apposto a supplica rassegnata in Mantova per la liberazione di Ciro Menotti, giusta il quale S. A. R. si degnò di dichiarare che doveva essere contento il Menotti che il Principe gli avesse salvata la vita, quale re-scritto fu diretto al N. U. S.r Marchese Giuseppe Rangoni Podestà di Modena, e recato costì dalli Signori Tenente Colonello Papazzoni e Don Maineri e registrato negli atti della Comunità, dai quali si fa domanda sia richiamato offrendosi in caso il sottoscrìtto di provare con testimoni l'esistenza.
Posto ciò opina il sottoscritto che non vi sia luogo al giudizio di Ciro Menotti né sul fatto né sul diritto.
Non sul fatto perchè le leggi come sopra enunciate stabiliscono la reità pubblicata dallo stesso Sovrano con cognizione di Causa, e impediscono di riporre in questione il titolo d'imputazione, a meno di non offendere il rispetto dovuto alle istesse dichiarationi del Principe.
Non sull'applicazione della pena, perchè avendo S. A. R. donata la vita al Menotti mediante l'enunciato rescritto, parmi che non possa la Commissione militare arbitrarsi a sostituire altra pena, e deve pienamente dipendere dalle Sovrane disposizioni sul destino dell'Imputato.
Quindi il sottoscritto protesta non poter procedersi ad atti ulteriori rapporto a Ciro Menotti, e prega l'Ill.ma Commissione Militare a fare opportuno rapporto a Si. A-.: R. affinchè nella sua rettitudine e nella sua pienezza delli Sovrani poteri abbassi quelle disposizioni che troverà del caso, dopo le quali il sottoscritto ascriverà a suo dovere di prestare l'uffizio propro in conformità di quanto verrà in via di massima stabilito.
E con questo ha l'onore di dirsi con distinto rispetto, e devozione.
Il Sottotenente Difensore Ricci