Rassegna storica del Risorgimento
1817-1818 ; PROCESSI ; MARONCELLI PIERO
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1915
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242
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242 Olwerotto Mbrétii
non esiste prò, ciò che tante volte per la verità ò replicate: e dico ancora, ritessendo le orditure del processo, che la somma è que- Sta:... che io, imponendo il Cateto, non ò mirato ohe ai sènso esposto, e non ne ò avuto pur altro come vuole la malignità dei cattivi e non ne veggo tuttora Ohe non sorto poi stato mai carbonaro o massone. Ohe se per setta s'intenda poche persone unite ad esercizio della mente e del cuore, colla proibizione dell'aumento del numero, PAccademia fu setta. Se poi s'intenda cospiratori e fautori di partiti, PAccadeinia non fu setta. E mi pare che solo peccasse nella religione cristiana {solo in questo senso si noti bene il MaroncelU, alla fine del suo quarto costituto, aveva oMe-sto perdono; e, per salvarsi, non rimaneva altra via, perehè3 il Giuramento era troppo chiaro), inquantochè eranvi le parole odio ai tiranni e il Giuramento proibito da Cristo nel T di San Matteo :
Ego autem dioo vobis non varare omnìno... ; ma del significato non sanguinario o cospiratore di quell'odio ai tiranni e del sentimento del giurare assai fu parlato nella dichiarazione [da me fatta al termine] del processo. E qui ancora sta bene ripetere come le composizioni non erano della tempra immorale e catjiifa che il Iftsco pretende-: si perchè l'Accademia non afeeva massime di immoralità e cattiveria, si perchè le composizioni per fatto verissimo non furono tali. Siano pegno la ispirazione del aoguo di Zappi:
Sognai mi far delValbg, e mi jtarim,. , a lì sonetto a Pio VII, che musco a questa mia, il quale sonetto possono béU <dJ che già come io lo do: a Y. S., il iconte Fabrizio Ercolani, il magnifico dofit. Tersari (CHrolamo)s il calligrafo sig. Fiori, Marieti Romagnoli, figliuola della vedova, e il conte Marco Merenda e la contessa sna moglie perchè Ercòlaui e Versar! me lo videro imporre in casa mia, e il primo acconcia ojualche. <verso che a suo credere non aveva tutta la grazia, Il callìgrafo Fiori lo trascrisse per farlo di miglior lettera, ed 1ioJo.- donai alla MariettaBomagnoli, presso
Ideila quale dovrebbe essere tafcvi'a,, I ;confci Merenda, ranò e moglie, me lo intesero recvljare in casofero. 9?erò, nelle pene dette dal Fisco* come toapo-setta e settario, non crede lo essere incorso e oltre a efiì, più di ogni mia* giustificazione, varrà la bontà dèll'B. V. e ti Monsignor Governatore ; e ultimamente dico che, quantunque a me Sia parso ;É dicùiarare ogni cosa diffusamente, se questo pure non paresse a B. fi, Mone, governatore e ai seris-