Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1927>   pagina <353>
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La parie del Mazzini netta spedizione di Sapri 353
tede agli amici. La bassa calunnia s'è più volte adoperata. a insinuare che io non sento di Napoli come dovrei >. Il vero- è ch'egli pensava bensì a mettere in fiamme l'Italia settentrionale e centrale, ma come parti che dovessero agire di concerto col Mezzogiorno, destinato nel suo pensiero ad aiutare ed essere aiutato in una generale sollevazione della penisola. Nella seconda lettera si troverà scritto: Se dalle provincie [napoletane] nelle quali voi lavorate potesse mai sorgere una iniziativa, essa non avrebbe da superare altri ostacoli che gli interni. Del resto, mi fo mallevadore io, Centro é Nord acclamerebbero rapidi con fatti decisivi . Anzi egli, inspirato dall'idea unitaria quando aveva appena venticinque anni, quando nessuno aveva saputo spingere a tanto la fan­tasia, aveva ben per tempo rivolto la mente a Napoli con pratici in­tenti, forse non appena seguito il crollo delle repubbliche di Roma e Venezia. Le sue lettere tenute presenti dai due menzionati storici, sono, come dicevamo, del 1857; invece altre ne rimangono ad attestarci l'at­tività spiegata da lui nel Sud per tre anni antecedenti. L'occasione glie-1 avevano pòrta le mene di Luciano Murat datosi a brigare perla conquista del Napoletano, subito avvenuto il colpo di stato del 2 dicembre in Fran­cia. La prima lettera del Mazzini si riferisce appunto a questo argomento. Infatti, nel 1854, il partito del principe, che dal suo nome e posizione otteneva quei credito e quel denaro mancante agli altri partiti, si spie­gava già rigoglioso in maniera da riuscir subito come il Nicotera disse nel suo costituto del 9 luglio '57 imponente per numero e per qualità di soggetti, specialmente nella capitale ; tanto, che appena tre anni di poi s'era dovuta precipitare la spedizione di Pisacane, per­chè i raurattisti non avessero presa l'iniziativa, favoriti com'erano dal­l'Inghilterra e spalleggiati nientemeno che dal Cavour, forte a sua volta del cospicuo gruppo di emigrati napoletani a Torino, che portavano i nomi, per non menzionarli tutti, di Scialoia, Sirtori, Mayori, Pisanelli, Marvasi, Petruccelli, Dragonetti, De Meis. Una lettera del Fanelli (19 giugno) avvertiva che i murattis'Éi si apparecchiavano ad approfittare dell'opera degli unitari, e che anzi da Marsiglia era venuto consiglio di lasciare agire i mazziniani e di avvantaggiarsi poi subito con un colpo di mano (1). E che in favore del muratttsmo si fosse fatta dis­creta propaganda in quei luoghi continua il Bilotti (2) si desume dal fatto ehe nel mese di maggio in sei diversi punti di Sapri si erano rin­venuti cartelli con la scritta: : muoia il tiranno Ferdinando II. Viva
(1) BILOTTI, p. >42
(a) P. 195 e per la notizia che segue vedi le pp. 348-349.