Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1927
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pagina
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355
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La parie del Mazzini nella spedizione di Sapri 355
non avrebbe altro effetto se non d'aggiungere al dispotismo presente la servitù forestiera. Io ho creduto dover protestare pubblicamente si nei giornali che nei fogli francesi, tanto più poi quanto che alcuni (che non mi conoscono da vicino e san pure che mio padre fu ministro di Gioachino Murat) andarono bucinando (sic) esser io d'accordo col pretendente. Spedii ieri a mia sorella, costì, copia della lettera francese. Vorrei proprio che la leggeste (r)i Ora, il M., che forse venne a subodorare la preparazione delle trame murattiste, agevolato dal suo vivere in un gran centro e dal commercio epistolare di tanti amici, anticipava dunque tutto questo con la "sua lettera del '54. Ecco ora la lettera del Mazzini. Al foglietto sul quale è scritta mancano quattro o cinque righe della prima pagina nella parte superiore, tagliate di netto, e quindi l'intestazione; ma la lettera è senza dubbio indirizzata al Fabrizi. La carta è in condizioni pessime, e varie parole sono illeggibili.
... Perchè chiamate i muratiani partito? essi non sono, né possono essere che fazione. Un partito politico deve avere la propria radice iu una idea, fraintesa o no, nazionale, prender mosse e alimento da tendenze, ricordi, bisogni, tradizioni di popolo. I muratiani prendon nome da uno straniero, sperano in aiuti stranieri, rinnegano la nazione, calpestano ogni principio, disertano, per una codarda illusione di miglioramento locale, fedi, tradizioni, avvenire d'Italia. Sono fazione d'un giorno, argomento di quanto sia esosa la tirannide stolidamente feroce di Ferdinando, dacché qualunque insano concetto s'affacci da un rag-girato.[re].. costà, trova fautori: nuli'altro.
Come calcolo, come disegno pratico, il muratismo è stoltezza, impossibilità: i governi d'Europa, divisi su tutte l'altre questioni, son tutti concordi in questo: che non può concedersi impianto di dinastie napoleoniche al di là dei confini francesi. Murat, il quale non sarebbe che un viceré di Luigi Napoleone, un prefetto di Francia nel mezzogiorno d'Italia, avrebbe ostracismo da tutte le potenze dispotiche e costituzionali. Luigi Napoleone, che tenta ogni via per edificarsi una pseudo-legittimità consentita fra Ì governi d'Europa, ricuserebbe senz'altro agli insorti ch'essi proclamerebbero. E se il Murat, eunuco di genio e d'audacia (2), potesse mai sottrarsi al padrone e correre in cerca della corona,
(1) Vi fu un napoletano favorevole, però: L. RONOOÌII-MACHIAVELLI, Pietro JQie Angeli* in difesa di re Murai, in Ross. Contemporanea, 10 marzo 1914.
(2) esatto. Un giudizio su Luciano, in MTNGHBTTT, Miei ricordi, Torino, Roux, 188-90, voi. Ili, :p..- 65.