Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1927
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pagina
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359
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prima dei '48: U- popolo di tutte le nostre città, imbevuto dell' idea nazionale e disposto a seguì? .qualunque iniziativa vigorosa gli si presenti; dall'altro, U nemico principale d'Italia occupato altrove, e nella impossibilità di rinforzare ini esercito che l'insuccesso dissolverebbe; e le nazioni oppresse, ansiose d' una occasione, e le illusioni che accarezzavano negli stati della monarchia sarda un antagonismo ai moti altrui caduti. Se dalle provincie nelle quali voi lavorate potesse mai sorgere una iniziativa, essa non avrebbe da superare altri ostacoli" che gli interni. Del resto, mi fo mallevadore io, Centro e Nord acclamerebbero rapidi con fatti decisivi. La guerra italiana purché fidata a mani di puri e valenti, si compirebbe trionfalmente con tre o quattro operazioni, delle quali esistono gli elementi. I vostri amici ci pensino. La terra che ci ha insegnato prima a cospirare per questa santa bandiera di Patria, dovrebbe prima darci il seguale dell'opere aperte che guidano alla vittoria. Dirigete i vostri sforzi al basso dell'esercito. È impossibile che non vi esista un elemento per voi I corpi speciali dovrebbero aprirvi la via. Forse non hanno bisogno che di sapere la fiducia che in essi pongono i buoni e la speranze che l'Italia nutre guardando in essi.
Abbiate in mente un disegno. Cercate raccogliere forze che bastino a compierlo. E se ne raggiungete la cifra, concepitelo risolutamente, I lavori vasti e incerti di scopi non riescono: sono scoperti. Un fermento d'aspettazione generalmente diffuso o un colpo ardito che colpisca impreveduto gli animi, son oggi tutta la tattica, richiesta all' impresa. V'è tal momento in cui una insurrezione importante non suscita un popolo; tal altro, in cui una sorpresa audacemente eseguita, una bandiera innalzata da un pugno d'intrepidi, una banda sull'Appennino, è la scintilla che dà moto all' incendio. Credo che il nostro momento sia questo. Un terzo deve lasciarsi all'im preveduto in tutta la impresa: oggi, possiamo lasciargli più. Il terreno è preparato per ogni dove a sommo-versi; e l'audacia diventa parte di genio.
Intendiamoci bene: non consiglio imprudenze: dico che è necessario assicurare una vittoria alla causa, e che intorno a quella vittoria devono spendersi tutti i calcoli dell' ingegno; ma che, accertata quanto umanamente si può quella vittoria in un punto, le conseguenze sono inevitabili e non devono far materia di calcolo da parte di chi decida iniziare. Datemi un fatto compiuto vittoriosamente in nome della causa nazionale in un punto importante, fate che quel fatto si regga tanto che la nuova possa correrne da un punto all'altro d'Italia, e non vi preoccupate del resto. Contate su me. Addio: amate il fratello
Gius. MAZZINI