Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1927
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pagina
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361
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La pari* del Mazzini nella spedizione di Sapri 361
Sulle basi politiche del ruoto italiano parrai dovrebbe ormai essere un accordo dovunque. Non grido esclusivo uè da noi uè da altri. Colla Nazione, per la Nazione, E sommario di tutto il programma che nessuno dovrebbe poter rifiutare. È il campo più vasto, superiore a tutte bandiere. Tutti rinunziato a imporrei si alleano per fare; il paese decreterà, quando il paese sarà di se stesso. Seguite a diffondere questa norma con quelli che possono unire all'azione tutte le frazioni del partito.
11 primo moto, il moto dei Sud segnatamente, che sorga con quel programma, sarà seguìito dall' Italia intera a una insurrezione che sorga e si mantenga per dieci giorni, Klapka e Kossut promettono 10.000 ungheresi esistenti! in ItaÈa. Non solamente per questo, ma pel moto immediato che seguirebbe nel Nord, un moto del Sud non deve invece vincere che le forze interne: dall'austriaco non ha nulla da temere. Il Sud sarebbe invaditore per conto della nazione, non, di certo, invaso.
Perdio, spronate, eccitate. Vi sono momenti supremi nei quali si giudicano i popoli, e quello in cui siamo è uu di questi. E vi sono momenti in cui somma prudenza è dentro certi limiti l'audacia; e quello in cui siamo è un di questi. Il moto nella capitale sarebbe, ben inteso, decisivo; ma, dove le difficoltà riescissero troppo gravi, un moto combinato di due piOMineie produrrebbe, quanto al resto d'Italia, gli stessi risultati. Non lo dimenticare.
Un avviso telegrafico da Napoli a.** ft) immediatamente prima di'un moto fissato, al sig. Antonio Molinari, Piazza Colombo, renderebbe servizio- importante. Qualunque fosse il costrutto del dispaccio, vorrebbe dire: stiamo per movere. Addio: vostro fratello
Gius. MAZZINI,
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Il lettore ha notata di certo la formula Con la Nazione, per la Nazione , dovuta alla santa abnegazione del M..,J; che ad altro non teneva se non all'onore e alla unificazione della patria sua. Prónto egli era, come chiaramente afferma nella lettera che segue, anche a sostenere i piemontesi purché1 si formasse l'Italia una e non venisse ad in-sediarvisi ancora uno straniero qual'era il Murat. Voleva però almen godere della riconoscenza nazionale per qualche meritoria impresa che fosse tutta cosa e merito del partito proprio. Nella quarta lettera tal
(1) Cancellatura, sormontata da 154.