Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1927
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pagina
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362
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32 Riccardo Zagai'ià
considerazione appunto lo rende contrario al parere di Nicola Fabrizi, al quale fu indirizzata i(e l'amico che scrive dal solito punto dev'essere il Pisacane scrivente da Genova), ma non è lontano il momento in cui egli la soffocherà nell'alto suo cuore in prò della monarchia sabauda, vedendola decisa all' unificazione. Notevole, non tanto il nuovo stimolo ad agire tra i militari certo, egli pensava ai moti del 21 e alla parte di Morelli e Silvati , quanto la domanda relativa alla Sicilia, evidentemente stimata da lui non meno che da Ferdinando II, qual parte integrante del regno e qual focolare perenne d'insurrezioni. Vedremo nella illustrazione alla lettera 6 che le sollecitazioni del M. a organizzare e preparare non rimasero senza il debito ascolto.
34 ott. 1856. Fratello,
L'amico deve avervi scritto dal solito punto un consiglio subordinato al mio, di spingere, occorrendo, le dimostrazioni in senso della monarchia piemontese, come mezzo di controminare l'esoso mura-tismo. Mi affretto a scrivervi che il mio parere è avverso. Esistono ad ogni tattica limiti che non si varcano senza pericolo; e questi limiti sono per noi quelli del simbolo nazionale: colla nazione per la nazione. Più in là non possiamo andare senza apostasia e abdicazione. Le dimostrazioni sabaude non solamente scemerebbero dignità al partito tra voi, ma nuocerebbero assai in tutto il resto d'Italia; porgerebbero un'arma ai monarchici piemontesi per magnificare l'universalità della parte loro e sviare gli animi che tornano a noi sull' unica via che possa dare salute all'Italia. E in Europa, questo continuo altalenare da un re all'altro farebbe credere che noi non abbiamo coscienza di nazione e del dritto che risiede in noi. Per essere aiutati dai popoli è necessario essere stimati, e per essere stimati è necessario mostrar coscienza e fiducia in noi stessi. Quanto al resto, vi dirò poco. Da Malta vi viene regolarmente il mio pensiero. Dirvi che, se vi venisse mai il destro d'iniziare, sareste immediatamente seguito da noi, è superfluo. Dirvi che oggi è tempo d'audacia, d'audacia rapida calcolata sul fermento generale, è superfluo pure. So che, sé potrete, farete. So che non dimenticherete una iniziativa presa in provincia da un nucleo di militari, ha prodotto altre volte conflagrazione universale nel Regno.
Crescono i dubbi sulla dimostrazione degli alleati. Avete contatto colla Sicilia? Gli animi vi sono frementi; e dovreste, promettendo, spingerli quanto più potete. Un moto in Sicilia oggi vi porgerebbe l'occasione più di qualunque altra cosa. Se sarete primi vi seguiremo. Se non