Rassegna storica del Risorgimento

1817-1818 ; PROCESSI ; MARONCELLI PIERO
anno <1915>   pagina <244>
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OWoerottù Fabrettì
Siamo a l'aprile e il maggio del '18 , e, a questo punto, con­viene fermarci intorno ad nn particolare curiosissimo, 1 elativo a questa prima prigionia del Maroncelli, da lui medesimo raccontato tempio dei suoi eostitnti di Vernerà e precisamente in quello del 17 febbraio 18.. useppe Valtancoli, il noto emissario toscano, recatosi a Soma nell'aprile del 1818, fu presentato al Maroncelli da Camillo Manzini, in casa Della GaMa. E a Piero il Valtancoli disse che durante la sua permanenza a Forlì, la famiglia Maron­celli lo aveva incaricato poiché la polizia nulla mai decideva sulla sorte di Piero << di dare a questi una mano a ruggire . -Jifc lorohè io intesi (è 11 Maroncelli stesso che parla) le intenzioni o, per meglio dire, la commissione del Valtancoli riguardo a me, mi parve imprudente cosa l'imbarazzarmi in una tuga, la quale non era mai di sicuro eaito, e che? ni i comprometteva forse, in sul fluire del, mio arresto . Ma il Valtancoli gli fìice piotare lilUk mitato; potere e gli arbitri del Pacca t e gli confidò anche di avere particolari commissioni della Toscana, che lo facevano assai beneviso ai ministri austriaci che si trovavano in Roma; e che per questi e per quelle egli avrebbe potuto avere sufficiente guarentigia contro le ricerche dei preti, riparandosi nella To­scana...* Dopo tali considerazioni del Valtancoli, convenni così il Maroncelli nel suo volere, e fui risoluto ch'egli in­traprendesse i mezzi necessari onde porre in effetto la mia fuga. Quésti avrebbero avuto luogo sicuramente, se il Valtancoli, cp= stretto ad uscire dallo Stato pontifìcio, non sii fosse, recato a Na­poli, mai più tornando a Eoma .J
Tutto ciò, che per essere legato al nome del Valtancoli -? gfe trebbe credersi facilmente (e molti di certo lo avranno creduto) nient'altro che una storiella, dovuta alla fervida fantasia Maron-eelliana, corrisponde perfettamente a verità: ce lo prova ad .evi­denza una lettera del nostro Piero té pa,dr scritta appunto il 2 maggio del 1818: per questo, e perchè contiene altri particolari
PkrmtoW, I, fò Fi-a le carte del Maronoelli e rimasta, una breve lettera di lui al Vantaaeoli, ma significante. È del maggio 1818. UV. era in Napoli: e il M. lo piega I comprargli alcuni libri e di salutargli un amico. (V, 60 : la unn.ì, H M. scrive FaUawoll; .nitidi la fottùa mti Wigr -olle appare Boritte. nel vernalo dei suoi costituti, 6 da attèfoulrat unicamente all'attuario.