Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1927
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pagina
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368
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368 Riccardo Zagarìa
temporariamente. Il giuramento nWuomo giuramento da medio evo. giuramento di seìuavo; l'ufficiale napoletano è cittadino; è un figlio del paese, che consacra il braccio a tutelarlo da nemici interni ed esterni, a mantenerne la dignità contro qualunque la violi, contro il depositario infedele, contro lo straniero insolente.
E quale è la Patria del napoletano? non è l'Italia? non si parla la lingua ch'ei parla al di là dei confini segnati oggi allo stato e fino al cerchio dell'Alpi? non vivono per tutta quanta la penisola le stesse tradizioni, le stesse abitudini, le stesse tendenze? non si chiamano fratelli gli uomini tutti che popolano la vostra contrada? non sorridono tutti allo stesso cielo, non palpitano alla stessa musica? non esiste riconosciuta con ammirazione dall'Europa una natura italiana, una poesia italiana, un'arte italiana? Perchè non esiste un esercito italiano? Perchè non; si saluta tra le sue file una Bandiera italiana?
A due passi da un esercito forte e prode nelle cui vene bolle sangue italiano, Io straniero ruba le sostanze d'Italia, versa sotto il bastone sangue d'italiani, innalza patiboli agli uomini che salutano con un voto il santo nome d'Italia, insulta alla bandiera della Patria comune; e quell'esercito assiste inerte, impassibile, coli'arma sul braccio, allo spettacolo di martirio e di disonore. Se la sua spada si tinge talora di sangue, è di sangue Interno ; s'esso è chiamato ad escire dall' ozio indecoroso in che giace, è chiamato ad un'opera di birri contro quelli tra i propri compagni che vorrebbero salvo l'onore d'Italia. Perdio! non v'è più vita, coscienza, orgoglio di creatura umana tra quelle file? è l'assisa borbonica ha da spegnere fatalmente ogni palpito generoso, ogni grande idea, ogni grande ambizione? Io ho potuto sempre rispondere a tutti i rimproveri degli stranieri, fuorché a quest'uno: voi vi lagnate d'esser deboli: non è vero; siete codardi o indegni di patria e di libertà; non son'esse italiane quelle migliaia d'uomini ordinari, comuni, compatti, che occupano la base della penisola? non è vostro quel materiale da guerra che arrugginisce negli arsenali posti in loro custodia? Ho udito ufficiali stranieri a dirmi con sogghigno: la vostra Italia è l'unica terra d'Europa, dopo la Russia, dove il militare sia macchina , e non ho potuto rispondere. Ho spesso pensato: è impossibile, non è che questione di tempo; tra quelle file deve esistere il liberatore di quel paese; ignoto a me, ignoto a tutti, deve esservi l'ufficiale il quale mediti in questo momento medesimo sui patimenti dei propri fratelli, sul disonore della propria patria, sttil1 avvenire d'Italia, sulla immortalità terrestre che aspetta l'uomo il quale sorga emancipatore; e éhe domani 0 dopo, consapevole di ciò che la