Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1927>   pagina <370>
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Riccardo Zagaria
a una promozione generale colla destituzione degli ufficiali superiori, che sono generalmente tristi. Provocate la diserzione, spargendo con­temporaneamente due linee a stampa, che a un tempo minaccino e pro­mettano a ogni uomo, qualunque sia il suo grado, il comando degli uomini ch'ei può far passare dalla bandiera del tiranno a quella del popolo. Istituite un'autorità insurrezionale provvisoria; come nel 1848 in Milano, i membri devono escire dall' insurrezióne stessa; e se riescono, si mostrano attivi e fanno sentire la loro voce spesso; quale essi siano, saranno accettati. Fate ih modo che il suo, potere si prolunghi quanti più giorni è possibile; tanto da poter avere eco in qualche altra parte d'Italia. Allora bisognerà impiantare un Governo d'insurrezione nazio­nale, nel quale dovrebbe entrare un uomo di Napoli, uno di Sicilia, uno degli Stati sardi o di Genova. Questo governo d'insurrezione potrà formarsi a principio di tre: due vostri e uno d' un' altra parte che in­sorgerà. Si completerebbe più tardi collo spandersi dell' insurrezione* Ma importa che sia.un nucleo distinto dal nucleo che dovrà provvisoria­mente dirigere, amministrare le cose di Napoli, e che deve quindi esser composto tutto di vostri. Questo deve, come dissi, escire dall' insurre­zione. E i primi suoi atti, dopo vinta la lotta locale, devono essere ap­punto: un proclama a tutta Y Italia; un decreto che annunzi la for­mazione d' un Governo dell'insurrezione nazionale; la scelta dei due che dovranno rappresentarvi Napoli e la Sicilia; un proclamuccio speciale ai siciliani.
Il proclama all'Italia dev'èsser breve: dichiarato in poche linee che Napoli sorge [non) solamente per sottrarsi a una tirannide iniqua, ma per iniziare la santa impresa dell' emancipazione nazionale, che chiama gl'italiani tutti a seguire rapidamente l'esempio; che innalza, in luogo dell'aborrita insegna borbonica, la bandiera della Nazione; che la man­terrà coli'energia colla quale ha saputo innalzarla; che, vinta la lotta, libero il suolo della patria comune da ogni tirannide straniera e dome­stica, la Nazione, arbitra ffcÉu >e suprema, deciderà dei propri destini.
Il proclamajai Biei'Katài dowjjebbe chiamarli all'azione immediata: avete patito insieme, sarete libera insieme; li chiamate a cooperazione fraterna, a darsi, come voi vi -diate, alla Nazione. Napoli e Sicilia de­vono abbracciarsi. nell'Italia.
Non tocca a me di proporvi nomi pel governo d'insurrezione na­zionale; soltanto vi dico che tra i vostri a me noti da lungo Carlo Pi-sacane congiunge forse meglio d'ogni- altro al coraggio, al patriotismo all'onestà il concetto strategico della guerra nazionale. Se mai gli eventi mi portassero a rappresentare nel governo d'insurrezione un'altra prò-