Rassegna storica del Risorgimento

TAPARELLI LUIGI
anno <1927>   pagina <375>
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Lettere inedite del P. L. Taparelli D'Azeglio 375
et souvenezvous que nul n'a été confondu après avoir rais en Lui ses espérances.
Je connais bien peu de livrea polémiques, carje crois que ]a meil-leure polémique est la charité et la persuasion qui en découle. J'ose pourtant vous proposer, sana les connaitre, les conferences de Wiseman (1). que Maxime m'avait apportéesj de Génes:- ic'èst un de nos Pères fils d'un Protestant anglais, qui m'en a loué surtout le ton de politesse et de douceur. Ainsi j'espere qu' il ne froissera point trop vos habitudes et vos affections.
J'ai bien regrétte de ne pas vous voir avec Max.8 d' autant plus l'espoir de Milan ayant échoué (2) Au reste ce cher frere m'en a cora-pensé autant qu* il a p.fi: car on peut dire que nous avons passe ces jours presque toujours ensemble, meme à promenade car il a pris son ànesse pour fair avec moi l'équìtation. Et hier un grand diner est venu couronner V oeuvre (3).
(1) Forse il Cardinale Nicola Wiseman, inglese, autore di parecchie opere di argomento polemico-religioso e del noto romanzo: Fabiola, tradotto anche nella nostra lingua.
(2) La speranza di recarsi a Milano. Già netta lettera del 20 maggio 1843 il Taparelli scriveva a Roberto: In quanto a me non ho per ora speranza di viaggiare come ho scritto' Massimo... : (v. Carteggi e documenti diplomatici inediti..., op. cit., p. 447). In una lettera di Massimo a Roberto dsl 28: marzo 1842, cosi il primo scriveva: Gli (al fratello Gesui) teproposto di domandar per Ini ai Superiori che lo lascino venir a passar cori nói qualche mese. Credo che un po' di mutazione d'aria, di vita e lavorar meno gli gioverebbe Sulle prime non voleva, poi ci si è indotto. Vuol però domandarlo egli stesso, ed è quasi certo .che non glielo negheranno. Siamo rimasti che mi scriva la decisione, ed essendo pel si, come credo, partirà a mezz'agosto. Siccome non
< vorrei che facesse il viaggio solo, mezzo ammalato com'è, e non avvezzo a
< cavarsi d'imbroglio da sé, anderò a prenderlo e lo condurrò a Milano che preferisce, perchè se andasse a Torino non potrebbe stare in famiglia e gli toccherebbe abitar nel Collegio (v. Lettere di M. D'Azeglio al fratello Ro­berto..., op. cit., p. 40 e ss.). I progetti dì Massimo di avere il fratello Gesuita a Milano dovevano rimanere dunque semplici progetti, per il rifiuto del per­messo.
(3) Allusione al secondo soggiorno di Massimo a Palermo, durato dall'ul­tima decade di luglio fino al 4 agosto 1842. Sullo stesso si vedano le quattro interessanti lettere scritte alla moglie, nel volume: Lettere di M. D'Azeglio a sua moglie Luisa Blondel, per cura di G. Carcano, Milano, 1870, da p. 81 a p. So. In esse Massimo scrive delle sue passeggiate insieme col fratello Gesuita pei dintorni di Palermo, delle interminabili chiacchierate e delle discussioni con