Rassegna storica del Risorgimento

TAPARELLI LUIGI
anno <1927>   pagina <381>
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Lettere inedite del P. L. Taparetli D'Azeglio 381
rainabili dello sbarco lui privo di celebrarne lamessa. 11 dì seguente 22 giugno entrammo in porto a Napoli, e incominciammo i cinque noiosissimi giorni di quarantena, di cui sentimmo rombare una minac­cia di. prolungamento fino ai quindici, o venti giorni; fi che se fosse accaduto, credo che mi avreste riveduto fra voi. Ma come Dio volle purgati i cinque giorni sul vapore scendemmo a terrra senza verun incìdente, se non in quanto mi fu minacciata la perdita di alcuni ma-uoscritti, ove si trovò disgraziatamente trascritto un articolo del Con­temporàneo (1). Non so .se fosse questa la causa, che mi rese poi dif­ficilissimo l'ottenere il passaporto per" Palermo, ma finalmente avendo dato di me piena contezza ottenni il passaporto a tempo per salpare da Napoli sul Polifemo con dugento prigionieri Siciliani, che ripatria-vano. Così il ritorno corrispose alla partita nella quale fui accompa­gnato da tre o quattrocento che emigrava:, e tra gli altri dal famoso La Masa (2), che in Genova non potè sbarcare. Ma la compagnia migliore del mio ritorno fu il Decreto che ordinava la ripristinazione dei Ge­suiti in Sicilia (3): una tal compagnia, se l'avessi saputa mi avrebbe ri­confortato nelle trentasei ore penosissime, che quel benedetto Polifemo impiegò nel tragitto solito farsi in diciotto ore. Seppi la venuta del De­creto la sera'Stessa del mio arrivo; e incominciai tosto a prendere le mie misure per ricoverarmi in questa Casa Professa (4), ove già da otto giorni ho ripigliate le antiche abitudini, quali le conosceste in quel­l'anno che veniste a Palermo. Se qualche sacrifizio potesse costare per amor di Dio, sentirei vivamente la speranza perduta di presto rivedervi: ma a tutto vi è compenso in questo mondo, e nel caso nostro è faci­lissimo: voi con Rina e coi Villamarina vi mettete in barca, e venite a visitare Segesta, e le tante altre belle cose non vedute la prima volta
(3) Giornale moderato, che cominciò a pubblicarsi a Roma nel dicem­bre 1846.
(2) Giuseppe La Masa, n. a Trabia (Sicilia) nel 1825, m. a Roma nel 1881. Ebbe parte principalissima nella rivoluzione del 12 Gennaio 1848, e poi co­mandò nella guerra d'indipendenza 100 Siciliani col grado di Colonnello. Tor­nato dopo il mal esito della guerra, prese parte alla difesa della Sicilia. Fal­lita la rivoluzione, andò in esilio. Il Là Masa insieme al La Farina ed altri Deputati presentò alla Camera dei Deputati di Sicilia il 31 Luglio 1848 una mozione per 1o scioglimento dei Gesuiti, che, come è risaputo, venne approvata.
(3) Ritornato in Sicilia il governo borbonico emise un Decreto col quale veniva riammessa nell'isola la Compagnia di Gesù.
(4) Casa dei Gesuiti, annessa alla Chiesa di Casa Professa.