Rassegna storica del Risorgimento

TAPARELLI LUIGI
anno <1927>   pagina <388>
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38 Eugenio Di Carlo
pù* la voir qu* un instant, mais j" ai été très-satisfait de son raaintien et de ses manières.
Il ne m'a pas été possible de répondre à mon aise à l'avant-dernière de vos lettres, à cause de mon journal (i), dont chaque quin-zaine exige impitoyableraeiit mon artìcle à point nommé. M. Ferretti (2) aura cru que c'était une réticence diplomatique, mais vous, ma bonne soeur, qui connaisez assez ma bonhoraie toute roturière, vous serez bien persuadée que la politique n'y était pour rien. Je réponds au-jourd'hui que je plains le pauvre Pierre, mon ancien camarade: mais qne puis-je y faire? Croirait-il par hazard que j'ai quelque influence dans les atTaires? Ma foi ! ce serait me connaitre fort mal et vous pou-vez m' en faire bon témoignage. Ayez la bonté de lui exprimer combien je suis sensible aux souvenirs de son amitié, et combien je regrette que mon impuissance m' enpeche de lui renare service.
J'ai aussi été très sensible à 1'amitié du Marquis Roccaforte (3), auquel je suis obligé par des motifs de reconuaissance que je ne sau-rais oublier. C'est lui qui me sauva de l'exil auquel j' allais étre con­danne par l'impitoyable liberiani ;(4) de nous piller, qui a été partout
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(1) La Civiltà Cattolica, che si pubblicava il primo e il terzo sabato di ogni mese. Il Taparelli faceva parte della Redazione.
(2) Pietro Ferretti, n. ad Ancona nel 1790, amico dei D'Azeglio. Con il nostro Gesuita fu compagno nel Collegio Tolomei di Siena. Diede la sua opera nei moti del 1831. Falliti i quali, andò in esilio. Ritornò in Italia e precisamente a Napoli nel 1834 presso il fratello Gabriele nunzio pres.o la Corte di Napoli Nel 1848 ebbe parte a Roma nel movimento liberale; cosi anche tenne il por­tafoglio delle Finanze a Napoli nel Ministero Troya, uscito dal quale venne eletto Deputato. Per la parte presa negli avvenimenti predetti, egli non potè più vivere né a Napoli, uè a Roma, né ad Ancona. Visse in Toscana l'ultima parte della sua vita, e a Firenze morì nel 1858 (v. M. D'AZEGLIO, P. Perretti, in: Scritti politici e letterari, Firenze, 1872, voi. Il, p. 305 e ss.). Dal testo della lettera di sopra pare che il Ferretti si sia rivolto al Taparelli, allora resi­dente a Napoli, per-qualche favore di carattere politico.
(3) Lorenzo Cottù-Marziani, barone del Godrano, marchese di Roccaforte, 11. a Palermo nel 1818, fu membro della Camera dei Pari. Fallita la rivoluzione del 1848, emigrò. Mori a Palermo il 18 maggio 1893 Fu persona assai stimata sopratutto per la dignità del carattere serbata nell'esilio (notizie desunte dal volume di G. Pipitene Federico* L'anima di F. GrispL Carteggio intimo... Palermo, 1910, p, 182, nota rjro).
(4) Forse per l'arresto di pochi giorni subito dal Taparelli nel marzo 1849 a Palermo, arresto causato dalla visita fatta dal Taparelli al vescovo di Gir-