Rassegna storica del Risorgimento

TAPARELLI LUIGI
anno <1927>   pagina <391>
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Lettere inedite del P. L. TapareUi D* Azeglio 391
XI
Sorella carissima .
Non sapea ormai più dove fosse, quasi vi credea tornata nei paesi nostri settentrionali. Fortunatamente è capitata in Roma (1) la Duchessa Melzi, dalla quale ho potuto sapere di voi, e per mezzo suo mandarvi una lettera. Un'altra ve ne mandai per altra occasione: ma quella fu meno fortunata, e dovette certo cader nell'Arno. Sento che anderete quanto prima a Montecatini; quanto volentieri verrei a passar là qualche giorno con voi, e rinfrescar la memoria dell'altra mia visita! Ma più non ci troverei la povera Rina che starà adesso nel gran Mondo a cercare un futuro (2). Se questa mia vi giunge spero che non ri­marrà senza risposta, e che me ne darete qualche notizia. Io sto bene, e molto occupato: avea pensato di andarmene a Napoli per prendere i bagni a Sorrento, ma le occupazioni non me lo hanno permesso. In­vece anderò a passare tutta l'estate a Castel Gandolfo sul Lago di Al­bano. Voi sapete qual deliziosissima campagna è quella colà d'intorno Sarebbe anche più bella se veniste a farmecene una visita.
Qui dopo alcuni giorni di inquietudini, tutto è tornato in tran­quillità, e pare che i rossi non ardiscano per ora intorbidare gli affari. Non so quanto durerà questo fior dì Primavera che non ha certamente radici profonde: ma da per tutto è lo stesso. Una lettera che ho rice­vuto da Roberto me lo dimostrava sollecito anche pel Piemonte. Sarà quel Dio (?) vorrà.
Ed è questa poi propriamente l'unica vera consolazione, special­mente in un mondo cosi travagliato come il nostro. Sapere che ab­biamo per padre quel Dio da cui dipendono tutti i cuori degli uomini, e tutte le vicende politiche, dà gran sicurezza a chi procura di piacere e servire a Dio solo.
Nell'altra lettera che non avete ricevuta vi davo notizie di quella
(1) Fin dal settembre 1850,4 uscito che fu a Napoli il decreto sulla cen­sura preventiva della stampa, la Civiìtà Cattolica si era trasferita a Roma. Ed a Roma aveva pure fissato la sua resistenza il Taparefli (v. l'articolo: La Ci-viltà cattolica e l'assolutismo politico.. Ricordi '(luto Civiltà Cattolica, fascicolo del 3 maggio 1.924, p. 5'j9 ss.;).
(2) II futuro fu il Marchese Matteo Ricci dì Macerata, distinto uomo di lettere con il quale ebbe luogo il matrimonio il 16 settembre 1852 a Corae-gliano.