Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; ARCHIVI ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FOGGIA ; SAN GIOVA
anno <1927>   pagina <399>
immagine non disponibile

La reazione borbonica
399
Fu allora che, spoglio di ogni altra forza, mi vidi costretto a ri­correre al Brigadiere Liborio Romano, il quale transitava con i suoi battaglioni per questa città. Mi aveva di già egli prestato il soccorso d'una compagnia dei suoi per accorrere in aiuto di Bovino e di Accadìa, e ne trassi molto vantaggio per ripristinare l'ordine violato,-
Non fu restio lo stesso signor Romano e favorirmi pel Gargano, dove mosse di persona, e dove fui a raggiungerlo ieri l'altro, sabato, insieme al Procuratore Generale.
Si era progettato d'impadronirci, a qualunqne costo, di S. Marco in Lamis, paese popoloso di 20 abitanti, e donde erano sorti i primi sintomi.
L'attacco ere disposto per domenica, ieri; ma sabato il giorno, verso le 22, una deputazione di preti e di borghesi venne a trovarmi in Ri-gnano, ed a chiedere le condizioni della resa della città. Gliele dettai un poco aspre; indettarono meco di persuadere la plebe ad accet­tarle. Dissi loro che indomani, domenica, ieri, verso le 18 ore, io sarei entrato con le truppe -in S. Marco, col buono o con la forza; i infatti; mossi verso quest'ora da Rignano. Eravamo, verso le due pom. dentro la città. Nell'entrare fummo incontrati da immensa calea di gente, che temendo degli effetti di un assalto, -c'invitavano ad entrare con le grida di viva Vittorio Emanuele e Garibaldi.
Entrammo in effetti alla testa dei soldati, occupammo la città, ove feci emanare il bando di cui le accludo copia.
Ad un'ora di notte venne a trovarmi una deputazione di S. Gio­vanni Rotondo, la quale implorava grazie del paese e perdono ai spa­ventevoli fatti. Dissi francamente per coloro i quali si erano bruttati così vilmente di tanto sangue umano, sarei stato inesorabile, qualunque ne fosse stato il numero; e la congedai. Dovevo qui scendere per lo squittinio d'oggi, ed infatti mossi alle 11 pom. da S. Marco per questa volta, lasciando incaricato il Generale Romano di condursi sopra San Giovanni Rotondo. Io mi vi porterò domani col Procuratore Generale.
Che cosa potrò fare con questi sicari, semi, verranno fra le inani?.. Ella, Sig. Ministro, potrà antivederlo. Io ho detto nel mio proclama quel che ne farò !
Dopo S. Giuvanni Roteato, verrà la volta di Cagnano, verrà la ' volta di qualche altro Comune che, commosso dall'esempio di quei tristi, si scatenasse sulle donne e sui cittadini. Io sarò implacabile ed intendo dare una lezione.
Intanto io mi avvarrò qui dell'opera del Generale Romano che ho trovato efficace, fino a quandc Ella non mi fornirà di 300 o 400 ber­saglieri Piemontesi.