Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; ARCHIVI ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FOGGIA ; SAN GIOVA
anno <1927>   pagina <403>
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La reazione borbonica
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tenza pel Gargano e pei mezzi di trasporto alle medesime, onde ivi rendersi, ed ho ragione di credere, che la spesa raggiungerà la cifra di quasi 3000 ducati. Il risarcimento di tali somme sarà pur fatto col denaro delle multe. Quando sarà compiuta l'esigenza della tassa, man* derò a cotesto Ministero la liquidazione del ricevuto e dello speso.
Mentre ero sopra S. Giovanni Rotondo, mi giunse la nuova di un insurrezione in Roseto. Il Generale Romano vi accorse subito. I suoi soldati furono ricevuti a colpi di fucile dagli insorti, e si dovette entrare nel paese a viva forza. La reazione fu spenta nel sangue, ed un Consiglio di Guerra condannò alla fucilazione parecchi presi con le armi alla mano. Con altro rapporto le darò i particolari dei casi di Roseto.
Ritorno al momento da Ascoli, dove corsi ieri per installare il Consiglio di Guerra per l'uccisione del Comandante di quella Guardia Nazionale, Emilio Papa, egregio uomo, e tenuto qual padre dalla intera popolazione. Questo fatto aveva gettato tale sconforto in quel Comune, che ho reputato necessità dare un pubblico esempio. Gli uccisori sono stati due malvagi; ì quali miravano a sommuovere la plebe come negli altri paesi. L'accorrer pronto che vi fece il maggiore Moccia dalla con­tigua Provincia di Avellino, frenò il tentativo, e ha dato tempo alla giustizia di mostrarsi vigorosa. Io debbo molto per la tranquillità di Ascoli alla cooperazione di questo maggiore e lo manifesto a Lei per la dovuta lode. La Guardia Nazionale e tutti i galantuomini han preso cuore dopo il mio accesso colà, e la istallazione del Consiglio di Guerra. Io l'ho lasciato in seduta alle ore 2 pom., a credo che a quest'ora la sentenza sia stata pronunziata ed eseguita. Le ne darò ragguaglio nel venturo corriere.
Nel partire da S. Giovanni Rotondo lasciai delegati i pieni poteri al signor Cesare Rebecchi, di Montesantangelo, che il dittatore, con autografo del 1. ottobre datato da Caserta, incaricava di provvedere alParruollamento dei volontari della provincia. Egli è venuto con 200 montanari del suo paese a congiungersi col Generale Romano, ed ha reso i maggiori servizi. Ad una prudenza senile accoppia una rara ener­gia, ed è uno di quegli uomini, che onora il partito che serve. Il Gargano ha bisogno di essere strettamente sorvegliato; ed io andrei sicuro della tranquillità dei suoi 13 Comuni, se il signor Rebecchi fosse nominato maggiore delle 13 milizie cittadine.
Secondi Ella, signor Ministro, la mia proposta, ed avrà fatto una opera buona ed utile,