Rassegna storica del Risorgimento

VOLLO GIUSEPPE ;"PER TUTTI"; GIORNALISMO
anno <1927>   pagina <408>
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Antonio Pi/o/
glio delle palle e delle bombe finché stanno àll'iarsenale o nei depositi; vogliam dire dei giornali che sii stampano ora a Venezia, dei quali da­remo i tratti fisiologici i meglio marcati .
Fino al 13 marzo il giornaletto era messo in vendita a centesimi tre; nel numero del 14 marzo si legge, a capo del foglio, la seguente variante che ne aumentava il costo. Dopo dieci giorni da che esce il Per tutti , abbiamo voluto fiàr conti e abbiamo veduto che se il Per tutti a tre centesimi comincia ad essere veramente/ter tutti, esso comincia a non esser per noi, mentre (diciamolo francamente) ne abbiamo rimesso. Perciò tutti noi due abbiamo pensato di cambiare sistema... non di redazione che terrà sempre lo stesso tuono, ma di economia pubblica, facendo una lieve ma necessaria variante: dove si leggeva : prezzo centesimi tre, si leggerà, da domani in poi, prezzo cen~ tesimi cinque. Crediamo che questa variante non toglierà a questo fo­glietto di essere, come prima Per -tutti m.
Notevoli sono anche certi schizzi biografici dei rappresentanti, che cominciano col n. 1 del 5 marzo e continuano fino al n 14 del 18 marzo: vi passano in rassegna, a larghi sapienti tratti, il Canal, il Fo-scarini, il Valussi, il Pasini, il Tommaseo, l'Olper, l'Avesani, il Somma... Grande l'ammirazione del Vollo per Nicolò Tommaseo dei quale nel n, io, 14 marzo, scrive, nella rubrica Libro d'oro: Ama tutti gli uo­mini; ma una cosa sola é= jjpjp lui grande: la Patria. Una fede profonda anima la sua vita, ch'è tutta politica fin dalla giovinezza. D'occhi quasi cieco e divino raggio di mente, vede e crede nel futuro lontano, e per­ciò i ciechi pretendono che per l'avvenire scordi e non vegga il pre­sente. Il suo stemma è il libro evangelico del Leon di San Marco . Grande ammiratore del popolo veneziano e del suo sano e ingenuo eroismo, deplora, nel n. 12 del 16 marzo, il nessun passo avanti fatto nelle pubbliche scuole circa l'educazione della gioventù, abituata alla scuola scema, eunuca, sfibrata, nojosa (1) cui bisognava radical-
(T) Nel n. 16 del 20 marzo* sotto il titolo Educazione pubblica , sorto queste interessanti considerazioni: Si lagna a torto chi dice che la pubblica educazione non ha subita nessuna riforma, e ch'essa è tal quale trovavasi al 22 marzo del '48. Sin che mi parlerete di riforme in meglio, sono d'accordo: nessuna; ma di riforme in peggio, ohi ne ha subite quante volete. Si vide che i pule/li si faticavano troppo; e I signori maestri pronti a stabilire un sistema di vacanze ch'è un ben di Dio per quelle creaturine. Noi fanno già mica per aver essi vacanza i signori maestri. Pensate! Ei starebbero il di colla notte sulla lor cattedra; ma gli è proprio il cuore che lavora, e il fanno proprio per