Rassegna storica del Risorgimento
VOLLO GIUSEPPE ;"PER TUTTI"; GIORNALISMO
anno
<
1927
>
pagina
<
410
>
4*0
Antonio Pilàt
spesso la libertà assoluta; inclinato all'azione si augura che Daniele Manin allo stemma del leone congiunga, ben presto, quello della spada, nemico irreducibile degli austriacanti non vede per loro alcun altro modo di riabilitarsi che quello di cacciarsi in una sortita contro le mitraglie e i moschetti. La denunzia del famoso ed infame armistizio Salasco lo accende di entusiasmo, tuona contro gli imprenditori chtr inumanamente si arricchivano, coi pubblici lavori, a carico dello Stato, contro i disfattisti e i faciloni, contro i vampiri che pullulavano nell'esercito, nei dipartimenti di guerra, nelle amministrazioni militari, nelle finanze, nella guardia nazionale, negli ospedali, nei magazzini, negli appaltatori, rinfaccia gli imboscati e i sostituti, innumerevoli specialmente tra gli schincapenne delle registrature e dei protocolli , nonché i falsi patrioti pieni la bocca di Venezia e d'Italia (x).
In un lepido capitolo intitolato Schizzo fisiologico di S. Marco si augura che il Governo avochi esclusivamente a sé la stampa delle notizie guerresche, poiché l'abbandonarle alla logica traballante delle passioni ad altro non riusciva che a corrodere la fede del popolo.
È un garbato quadretto della vita del tempo che amiamo riprodurre integralmente;
Chi vive di notizie e di subbuglio Corra alla Piazza ch'offre alle persone Lo stesso aspetto che offeriva in Luglio.
La Piazza, oggi, somiglia una Stazione Cui d'ogni parte e ad ogni istante sbocchi Di balle e novità qualche vagone.
Dappertutto di ricchi e di pitocchi, Di berrette, di giacchi e dì spallini Vedi intrecciarsi pittoreschi Crocchi.
Al caffé di Manin e di Manzini Forte si legge il Foglio di Bologna E Si studian del Feld i Bullettini.
(i) Nell'articolo intitolato Ai compilatori d'un giornale stampato nel Patti e parole del 3 agosto 1848, anche il Tommaseo batteva sul tasto dell'au-strìacantismo ancor vivo e operante: Tra queste lagune è un ondeggiar di spallini e di nastri, un carnevale perpetuo. Nessuno direbbe che in Venezia sì pensi, si imagi ni che a poche miglia di là si combatte per la comune patria e si muore... Chiedete che gli uffìzi pubblici sien liberati da uomini inutili, da uomini sospetti, austrìaci nella lentezza, austriaci nella freddezza, austriaci nelle parole, negli ossequi!, nei pensieri... .