Rassegna storica del Risorgimento

VOLLO GIUSEPPE ;"PER TUTTI"; GIORNALISMO
anno <1927>   pagina <412>
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42 Antonia Pilot
Leggono i gruppi, ma sul freddi visi Lo scetticismo serpeggiar si vede Tra ì labbri stretti e i pallidi sorrisi.
O buon Governo cui Venezia crede, Deh! non lasciar m man d'ognun la molla Si necessaria al Popolo la Fede
Che già coi BUeÉtl non s'incolla.
Dopo la rotta dell'esercito Piemontese, .egli non si smarrisce ma anzi incita gli italiani a cacciarsi nella via della disperazione, non di quella inerte e vile che rinunzia, per infingardaggine, ad ogni magna­nimo ardire, ina nella via della disperazione die! forte il quale, ridotto quasi agli estrerai, raccoglie d'un tratto le sue forze, misura gli osta­coli, si fa loro incontro risoluto e senza perdersi d'animo, anzi, con a- nimo più potente e più grande, e gli ostacoli abbatte e si salva ; per­ciò la decretata resistenza ad ogni costo del 2 aprile lo infiamma e lo esalta, nella certezza che Venezia e Manin sarebbero ricorsi ai più eroici e decisivi rimedi, fino a cacciar via dal seno della città una parte di membri infetti, fino a vendere tutti gli oggetti preziosi e tappezzare le sale ducali con bandiere tricolorate anziché? coi meravigliosi quadri del passato, fino a spender 1' ultimo soldo, a costo di <c mangiare la suola delle proprie scarpe, a costo di lare di questo gruppo di rnaravigliosi edifizi un cumulo di macerie : guerra di popolo doveva esser quella, non guerra fra Potenza è' Potenza, fra re e re... è auspicava l'unione di Venezia con Roma e* la Toscana, poiché egli non intendeva punto rinunziare! alla grande Causa italiana per limitarsi alla sola difesa di Venezia.
D'ora in poi, gli ultimi numeri dell'audace giornaletto ardono di impazienza generosa,, insofferente di aspettazione, di inoperosità, di inerzia, feroce contro i pavidi, i troppo prudenti che mostravano, quasi, di dubitare di un popolo il quale, un anno prima, si era sollevato tutto come un sol uomo e ad occhi chiusi, senza misurare pericoli di sorta, forte della sua fede, cosciente del suo diritto si era cacciato nella lotta contro tutti gli oppressori, italiani e stranieri.
Ma il Governo, secondo il Vollo, tentennava, il Governo s'era la­sciato crescere in seno ìfe serpi austriacanti e i vili spioni- jjjjfjfi la ;rèsi-
(x) Il Tommaseo la sua bravo epurazione l'aveva fatta. Con decreto' iH-aprile 1848, egli deponeva dalla cattedra il Parravicini, circa il quale così scri­veva Quest'uomo, ili cui Gwvneitv, libro d'educazione misero, 'coronato a.