Rassegna storica del Risorgimento

VOLLO GIUSEPPE ;"PER TUTTI"; GIORNALISMO
anno <1927>   pagina <417>
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Recensioni
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PAUL MATTER, Cavour et t Unite Italienne 1856-1861, Paris, F. Alcan, 1927 (Fr. 45).
Sono già trascorsi sette anni da quando l'eminente storico Paul Matter, professore alla École des Sciences PotUiques di Parigi e membro dell'Institut, iniziava quest'opera su Cavour, di cui oggi esce il terzo ed ultimo volume. Il fatto solo di avere impiegato ben cinque anni a scrivere il proprio lavoro ne documenta la grande serietà e importanza- Infatti l'autore dimostra una padro­nanza della bibliografia, quale per l'argomento è ben difficile riscontrare anche in autori italiani. Egli ha avuto la fortuna di poter far tesoro degli archivi fran­cesi e in modo speciale di quello d'Alessandra Bixio, che è per l'alleanza .franco-piemontese e per il matrimonio di Clotilde di Savoia col Principe Na­poleone di capitale importanza. In questo terzo volume il Matter incomincia dapprima a studiare gli Stati Italiani dal 1856 al 1858 per dimostrare come t progressi del Piemonte lo abbiano fatto diventare il centro di gravità di tutto il resto della Penisola. L'argomento è trattato in modo eccellente (p. 1-56), e il lettore vi trova spiegato assai bene come sia venuta aumentando in Cavour e quindi nella monarchia piemontese la coscienza del proprio valore e delle proprie possibilità per effetto delle due forze che a vicenda si davano in­cremento e sviluppo: il progressivo e rapido consolidamento della compagine statale e l'aumento, pur rapido e continuo, della fiducia degli altri Stati Ita­liani nel Piemonte. È il momento tipico in cui Garibaldi e Manin entrano nel­l'orbita di Cavour e vi sono da lui trattenuti senza sforzo visibile, ma assai tenacemente, mentre Mazzini s'isola sempre più entrando già in una fase che, politicamenre parlando, io giudicherei la fase di sopravvivenza a sé stesso.
Il progetto mazziniano della repubblica italiana una ed indivisibile veniva dal 1856 al '6i sconfitto dalla realizzazione del piano cavouriano, che era un piano per tappe, e le tappe erano il rafforzamento militare, economico e civile del Piemonte,, la netta affermazióne della indipendenza di esso dall'Austria, la conquista di un reale primato nella Penisola, e finalmente l'attrazione verso il Piemonte degli Stati Italiani. L'ultima tappa doveva essere per sviluppo natu­rale l'entrata del Piemonte nel concerto delle nazioni europee, donde la propo­sizione del do ut des. sul quale è imperniata la guerra di Crimea con le conseguenze che ne derivano (pag. 4.71-473.) e per la quale il Matter rivendica al Re Vittorio Emanuele l'idea dell'intervento; Cavour fu. da principio esitante davanti alle difficoltà finanziarie, militari, politiche e l'ostilità dei colleghi del Consiglio; poi si diede alla preparazione dell'alleanza con la tenacità che vinse ogni ostacolo.
II Matter ha trovato per la figura di Garibaldi questa definizione che a me pare scultorea, cioè esatta, chiaramente significativa della singolare sua impor­tanza e personalità: egli è una forza delia natura (pag. 473). E veramente quando si cerca di incasellare, per cosi dire, Garibaldi, per assegnarlo alla ca-