Rassegna storica del Risorgimento

CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno <1927>   pagina <435>
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Giuseppe Compagnoni e il Monitore Cisalpino 435
dato a far penetrare il giornale in quella inerte e ignorante classe, na­turalmente awersissiraa a tutte le cose di quei giorni. A costui si as­segnò la cura di compilare le novelle del tempo.
Massa avrebbe compendiate le discussioni dei Consigli (Junion e Seniori); io mi attenni ad argomenti che. secondo le circostanze, po­tessero presentarmisi, o che credessi di pubblica utilità il trattarne .
Così il Compagnoni.
Del Monitore Italiano , che ebbi cura di leggere in una ra­rissima copia delle due, che si conoscono in Italia, diedi ampia rela­zione in una memoria pubblicata in Rivista d'Italia del 1918; del Mo­nitore Cisalpino , che pure lessi e annotai, dò oggi notizia e riproduco gli artìcoli che"" nelle Memorie il Compagnoni ricorda, come notevoli, sui Circoli Costituzionali, sui pranzi patriottici, specie su quello so­lenne dato a Bologna, articolo che spiacque ai bolognesi, e che pro­vocò una specie di palinodia dai due alteri redattori,, vili dice Com­pagnoni, e pochi altri, compreso il Dizionario del linguaggio rivo­luzionario.
Quando fu nominato il Costabili Contarini (di Ferrara) a membro del Direttorio, il Compagnoni pubblicò un ritratto morale // Dìrettor Cisalpino , indicando le qualità necessarie all'uomo investito dell'alto ufficio; e scrisse sul diritto di petizione, poi, il famoso citato articolo che far dei fraiìf (c'era stata l'abolizione di varie corporazioni reli­giose) in polemica col suo compagno di scuola, a Lugo, Mons. Bertazzoli (che fu poi cardinale), e pubblicò e vanno notate le voci del Di­zionario riifOlìtòionarWi che non so se poi raccolte in volume. A me non è riuscito mai di rintracciarlo, ma ho visto una volta citata tal novità che ebbe successo.
Il giornale procedeva cóli serietà e con dignità e misura; quando il conte Luigi Bossi desiderò e pregò i redattori per aver in cessione il giornale.
Il Compagnoni acconsentì, ma il giornale cadde in mani inabili, e fini di vivere- eon la venuta degli Austro-russi.
Il Compagnoni fuggì con molti stenti in Francia, traversò a piedi il Monginevra, trovò a Lione, Luosi, Dandolo, Marescalchi, Monti. Si fermò a Vienne, andò a Parigi, stampò un libro JLes hommes nouveaux che andò sotto il nome del suo amico Dandolo., e le Veglie del Tasso. Dopo la battaglia di Marengo ritornò finalmente a Milano; e pensò di ridar vita al Monitore; fu nominato professore di Economia politica nella rinnovata Università di Pavia: non accettò e (u chiamato Promo­tore della Pubblica istruzione, e in tale veste, quasi di Ministro, disse