Rassegna storica del Risorgimento

CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno <1927>   pagina <440>
immagine non disponibile

440
Lodgi Rava
Noi l'abbiamo dunque ottenuto. Sono ormai dieci mesi, che nel Campo della Federazione ricevemmo con entusiasmo il pegno sicuro della futura, nostra prosperità e grandezza. Quel giorno fu il comin-ciamento di un ordin nuovo eli cose. Ma uè quel giorno, né gli altri venutigli appresso potevano dare alla novella Repubblica quella fisotio-mia sicura, che la calda immaginazione avvivata dal bisogno ci fa re­clamare si altamente, e sì spesso. Cisalpini per rovesciare un impèro bastano pochi momenti: per dargli solida forma ci vogliono anni.
Il D. E. entrato tosto in azione si vide alla testa di uno stato, le parti tutte del quale erano ancora slegate fra esse, e per singolari circostanze funestamente reluttantt. La sola legge avrebbe potuto unirle, ma la legge in que' giorni era lenta. Forse mancava eziandio quella intima persuasione, ond'essa tragge la sua maggiore energia, perciocché nulla vedevasì, che alcuna forma avesse di una nazionale rappresen­tanza, quale domandavasi giustamente da un popolo, che credeva di avere una costituzione. Oltre ciò, se tolgasi il D. E., quaTaltra auto­rità costituzionale avea allora il popolo Cisalpino? Non servendo la costituzione che a mettere ostacolo alle operazioni del governo, né pro­duceva essa il bene, pel quale era data, né permetteva che quello s'a­vesse, che il Direttorio sarebbe stato capace di produrre in istato prov­visorio. All'istallamento solo del C. L. provò, che non invano aveva esso giurato di conservar la Repubblica con tutte le sue forze. Ma il primo mezzo di conservarla era di sistemar le finanze; e mentre a que­ste lo traeva il pubblico voto, il bisogno pubblico lo traeva ancora a cento altri punti chiedenti tutti uguale urgentissimo appoggio. Biso-sognava ripartire il territorio, operazione fondamentale, senza di cui non può aversi esercizio di alcuna autorità, né movimento sicuro di governo. Bisognava organizzare la G. N., non solo per imprimere i princìpi dell'energia repubblicana ne' giovani cuori, ma principalmente per assicurare un sistema di pubblica tranquillità, e di buon ordine nello stato. La truppa di .linea esigeva delle sollecitudini momentanee e l'erario sfasciato domandava pronti sussidi. Intanto il popolo chiedeva da ogni parte misure riparatrici de' mali, ch'esso era in diritto di non soffrire più, a lungo, perchè i tempi della tirannide erano finiti. Le stesse risorse, che servire dovevano alla pubblica fortuna presentatasi sotto le forme le più complicate; esigevano immensi sforzi per sempli­ficarne l'uso e le norme-La fervida immaginazione del Gv C, al quale la costituzione ha affidata la ricerca di tutti i mezzi utili alla cosa pubblica, abbracciò con coraggio l'immensa mole di tanti argomenti; e le resistenze sof-
tf