Rassegna storica del Risorgimento
CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno
<
1927
>
pagina
<
445
>
Giuseppe Compagnoni e il Monitore Cisalpino 445
facoltà. Quindi padrone del suo pensiero, e delle opinioni sue le pone in comunicazione, ed applicandole a tutti i punti, ai quali può riferirsi ogni stato, ardisce azzardarle ad ogni cimento. Giustamente perciò, la nostra costituzione dopo avere consecrato il diritto della libertà di dire, scrivere, stampare i suoi pensieri all'art. 354, ha nell'art. 363 consecrato l'altro di formarsi in società particolari occupate in questioni politiche. È finito quel disastroso tempo fabbricator d'ignoranza e di schiavitù, nel quale l'impostura superstiziosa e la pavida tirannia congiurate d'accordo con infame pretesa comandavano al pensiero. L'impostura e la tirannia temevano la luce. La libertà la invoca, e se ne fa la più salda difesa.
Su questi principi, eterni al pari della verità, sono stabiliti i Circoli costituzionali. Questi circoli diventano, dirò cosi, un focolare sacro all'amor della patria, un augusto tempio di luce e di giustizia, un liceo per ogni classe del popolo, in cui istrutto sopra i suoi più veri interessi, si rende atto a correre la carriera politica apertagli dalla rivoluzione, e a verificare insensibilmente in se stesso la felice metamorfosi, alla quale la costituzione lo chiama.
Bravi patrioti, che ne' vari comuni della repubblica cisalpina avete con coraggio creati questi circoli e li sostenete con costanza! A voi sieno mille grazie; e ne sieno dieci, e dieci mila ai saggi legislatori, che sentendo gli eminenti vantaggi atti a prodursi dai circoli costituzionali al popolo cisalpino, hanno voluto agevolare i mezzi decretando pe' medesimi de' locali gratuiti.
Ma dal momento, in cui la egge accordò ai Circoli costituzionali de' locali, i circoli cambiarono natura. Non furono più del genere di quelle particolari società, delle quali parla la costituzione dell'art. 363. Queste non essendo che una naturale emanazione del diritto di libertà assicurato al cittadino, sono affatto fuor della legge, tanto più che rispetto alle medesime la legge fin da principio ha fatto già tutto col-l'apporre ad esse le limitazioni essenzialmente necessarie; ed ogni parte ulteriore che in esse volesse prendere, non altro sarebbe che una restrizione al diritto di libertà, dal quale emanano. Quando ne prendesse cognizione sarebbe d'uopo ch'esigesse responsabilità quanta può esigere la legge da queste società, perchè di questo caso nessuna può esigerne dal cittadino, che dice, scrive, 0 stampa i suoi pensieri.
Diversamente è de' Circoli costituzionali tosto che la legge ha decretato de' locali per essi, e il supremo esecutor della legge gli ha assegnati. I Circoli costituzionali divengono allora una pubblica proprietà, uno stabilimento nazionale. 11 popolo ha dei diritti sopra i medesimi ;