Rassegna storica del Risorgimento

CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno <1927>   pagina <460>
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Luigi Rava
(N. 4<j pg< issi). (Termidoro nnri Wit,.
CHE ;FÀR flg. FRATI?
La Costituzione non soffre, che in Repubblica sussistano;gfocpora-srioni, per fin =pw mmut ;e per forme, staccate affatto daUe leggf de-Goverriò. Giurare di éstiguet per dojg' dipende ;j3a sé la razza de­gli uomini* è uu g-iiaiTe P.èsJÉeaTinlÒi 'feM 'Saptilà'bljtc. Non debba es-servi aè questo. utaiuento insensato, né ehi lo faccia. Giurare :d!to àion volere aver niente in proprio, quando ciò non postante i vuol goderei di tutti gli effetti della proprietà ,un imporrei e Sion débboii'esservi ite impostura, né impostoiie: jpjrare di ciecamente ubbidire ad uno, che non è magistrato della nazione, e che ha per oggetto tuttfaltea: che hn conservazione del1 governo, è un riconoscere uno stato, nelle; statcjft S questa è abitudine di ribellione; e non debb'essepviU Jìettese ! ni! a? perta differenza d'interessi coi Cittadini formane la Repùbblica, pretea." dere di poter avere una morale migliore far valere una forma di vestiario diversa dalla '.comune; .questa, .'è1 arroganza, questo è insulto: non debbe esservi questo pervertàmentaj< In riffe; non debbe esservi né la cornitela, che dalla manifesta violenza di questo stato necessaria­mente risulta; ni tfUwgann in cui' (pestò stato maudene. tanta parte di popolo troppo semplice ancora, e troppo ignorante. Ecco cèrne gli ordini monastici .appartengono aBfe1 .corporazioni contrarie all'ordine pubblico dalla Costituzione .pfesistei-
Queste corporazioni .si Vanno sopprimendo:.. In breve il Corpo Le­gislativo compirà definitivamente1 quanto oggi va provvisoriemente fa­cendo; il governo. Ecco àdunlqius- .PO'..- ;in '2-i:. ::niiìa indivituli, adtornàttiad essere uomini. Ma ciò non basta: essi debbono essere ancora cittadini.
Le opinioni,-che hanno adottate, -me* chiostri, le abitudini, .che:M hanno contratte, lorrnatìo ed nero elèssi un à-rlàcoto di' grande diffidenza per parte di molti caldi amici della Repubblica.,Questi, ejie,sanno come i Frati hanno bestemmiato i nuovi principi, seguono a rorederli nemici de* medesimi, anche cambiati ili abito.
Cittadini! Ogni uomo ama di star bene,,:e ardisco: dire, che non v?è aktmo che ami più del Scalei ;Certamcnt se dall'avere il bisogno per vivere passa all' indigenza, il Frate non sarà contento, né amerà la legge, che lo riduce a si misera condizione. Siate di buona fede; sareste contenti voi? amereste voi una legge; che "vii Euiaass> e (cosi? Nò. Noi amiamo la Repubblica, perchè amiamo noi medesimi, e