Rassegna storica del Risorgimento
CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno
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1927
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pagina
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Luigi Rava
Allarmista. Gli schizzignosi Trecentisti non ebbero tanto spirito da inventare questa parola; e se alcun di loro l'avesse adoperata, non avrebbe certamente fatto ciò, che per dinotare colui, il quale concitando improvvisamente spavento nel popolo lo chiama a prendere le armi. L'ex-conte Dadini è .stato dalla Commissione d'alta Polizia sedente in Ferrara condannato a cinque anni di lavori pubblici come allarmista. Egli non aveva chiamato alle armi nessuno. Egli non avea detto che due proposizioni, una imprudente, e l'altra troppo metafisica, e le aveva dette in una conversazione di gente creduta da lui di buon senso, e di buòna fede. L'x-conte Dadini si è ingannalo pur troppo! Ma siccome dal male nasce il bene, così dall'inganno dell'ex-conte Dadini la lingua italiana ha tratto un vantaggio. Esso ha esteso l'uso della parola allarmista; e quando adoperandola per significare un uomo, che dice una proposizione imprudente, ed un'altra troppo metafìsica in una conversazione di gente creduta di buon senso, e di buona fede, vorremo giustificarci, non avremo che a citare l'autorità della Commissione dell'alta Polizia sedente in Ferrara. Quest' autorità in fatto di lingua sarà sacra come quella di Passavanti e di Boccaccio.
Appoggiare. O io ra' inganno, o generalmente parlando, significa una dichiarazione di complicità negli altrui spropositi. Almeno è certo, che quando si grida da taluni appoggio, in ultimo risultato non si esprime altra cosa. Traducendo però in miglior modo questa frase, e facendo giustizia alla buona intenzione, si può dire, che appoggio vai' tanto, quanto vale io non capisco nulla.
Aristocrazia. Da principio significò il governo degli ottimi; e fu buona cosa. In seguito si usò per indicare quello de' nobili; e cominciò ad essere cosa cattiva. In Venezia, ed in Genova non voleva dire che una pessima cosa, perchè voleva dire tirannide. Oggi non esprime governo, soltanto fortuna o moralità. Si dice aristocrazia lo stato ricco. Si dice aristocrazia il sentimento dell'ordine, il rispetto ai dorami costituzionali, e la stima delle tranquille e savie persone. V è un1 grande travolgimento nel senso delle nostre parole, poiché ve n' è uno grande nelle nostre idee. Sarà d'uopo di qualche tratto di tempo per dileguare tutti gli equivoci. Allora la parola aristocrazia sarà posta tra le obsolete; e ciò die più importa, non equivarrà più alla parola calunnia.
Arrestare. Una volta il Magistrato mandava gli sbirri ad arrestare. Oggi il Magistrato arresta egli stesso. Ma non crediate già,