Rassegna storica del Risorgimento

CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno <1927>   pagina <477>
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Giuseppe Compagnoni e aT Moni/ore Cisalpino 477
questo mostro. La democrazìa felicemente stabilita fra noi ha scossa la nostr'ejiergia.Jha: sollevato lo sgMtO, ci ha messo un fermento nell'anima;;d ba chiamati al vero) feene dèlia vita, quello della speranza. Essa ci ha ristabiliti tutti al nosfro. postOi (SteVfe uno che si lameniti di essa, costui .e tóltók. 'ELÌPféÉk Le sole donne hanno per la de­mocrazia perduto. Esse On hanno p d'intorno ad ogni ora gli annidi 'er(EflH. Occupati Sèlla guardia nazionale, ne' magistrati, negli offici, né efCoti, ìri mille altre faccende pubbliche, appena si ricordano di esse un qualche " momento.
Democratico. È l'uomo che sente di avere ima Patria, e non un padrone. Fiero della stia libertà, geloso della uguaglianza, senza della quale la libertà sarebbe un nome vuoto di senso, egli disprezza gli schiavi, odia a morte i tiranni; ed ama con lealtà tutti i suoi con­cittadini. Quindi è: ardito, franco generoso, magnanimo. È tollerante, è*modesto, è attivo, è disinteressai!tissimo. Egli è un misto delle più belle virtù. Io descrivo l'uomo democràtico qual deve essere. La Re­pubblica non gjafijétóp'e sussisterei; se JIOII ne avesse im buon inumerò.
COMPAGNONI
(N. 52, pag. 208). (Termidoro, anno VI).
CONTINUAZIONE- DEL VOCABOLARIO
Democratico. E: Ituómo che sente di avere unaPatria, e ;non un Padrone. Fiero della libertà, geloso della uguaglianza, senza della quale la libertà sarebbe utì-; nome Vuoto di senso, egli [disprezza gli schiavi, odia a morte i tirannij ed ama con lealtà tutti '. suoi concit­tadini. Quindi ;M-'ÌÌ!''I. franco, generoso, magnanimo. È tollerante) è moderato, è attivo, ;è-disinteressautìssimo: Egli è un misto delle più belle virtù, lo descrivo l'uomo: democratico qua! debbe essere. La-, 'Re­pubblica non potrebbe sussistere, Se non ne avesse un buon numero. V'ha però un democratico in maschera. Tale si è il ricco ambizioso, che con ipocrita popolarità tenta sorprendere la buona fede degli uo­mini del suo Comune, onde strappar loro la notóitìk ad un posto, che per lui equivarrà alle onoreficenata,1 <jie godeva col favor della Corte. Tale si è il letterato vano ed ingordo, che eoli qualche discórso vuoto dì senso, e suonante sólo il barbaro gergo delle gazzette dei 1793 cerca di farsi largo presso i primi Magistrati della Repubblic4,.onde ottenere