Rassegna storica del Risorgimento

CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno <1927>   pagina <478>
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Luigi Rava
un impiego lucroso. Oh! l'ambizione e l'ingordigia a quanti hanno fatto prendere la maschera di democratico! Pretende d'essere democratico anche Damone perchè povero com'è dì talenti, e di averi, pure è ar­rogantissimo con ogni Magistrato. Pretende d'essere democratico anche Lisippo, perchè trascura ogni decenza di costume: sebbene ardisca en­trare ne' crocchi d'uomini i più morigerati. Pretende d'essere demo­cratico anche Batillo, perché non osserva più alcuna buona creanza né in maniere, né in vestiario. Se hanno ragione costoro, quale senso at­taccheremo noi alla parola democratico? Dicono alcuni esser di uomo democratico l'andare in collera per l'articolo appoggiare, e per l'arti­colo allarmista, e per l'articolo aristocrazia, che si sono letti in que­st'Appendice, e il declamare contro il Monitor Cisalpino, e il rinunciare all'associazione del medesimo, e il predicare al terzo e al quarto, onde più non prenda; e tutto ciò perchè ha riportati quegli articoli. E tan-r/ira perciò? Rammentatevi del bel detto di Luciano a Giove: Giove, tu vai in collera ? Tu dunque hai torto. Il vero democratico intende che la censura esercitata sulla generalità è istruttiva per tutti, e non offende in particolare nessuno. È per questo, che buone Leggi proteg­gono la libertà della parola, e della stampa. Il vero democratico... Il vero democratico alla probità, alla lealtà, alla decenza unisce il buon senso; il vero democratico ha sempre almeno il senso comune, quel senso, che è un'ingiuria il dire ad un uomo, ch'egli non l'ha. Io pro­testo, che non vi farò quest'ingiuria, perciocché non amo di far ingiu­ria ad alcuno. Ma vi avverto che ogni uomo sensato riderebbe di me, e di voi, se intendesse, che io vi chiamassi democratici per tutte que­ste cose che fate, o dite. Voi siete padroni di chiamarvi come volete: ma i vocaboli non si possono falsificare. Sono di pubblica pertinenza come la moneta. Vi chiameremo con qualunque nome bramiate: De­mocratici non mai.
Eguaglianza* Oh vocabolo sacro! Sulla bocca del filosofo tu esprimi una grande verità, una verità consolante. Ma su quella del fur­fante tu non sei che una bestemmia. Egli ride di te, e ti mette a schermo se teme che altri t'intenda. Egli confonde i tuoi veri tratti; e dove di di tua natura fissi i rapporti etemi dei diritti impescrittibili dell'uomo: costui pone in campo le accidentali combinazioni della fortuna, varia­bili essenzialmente di loro carattere, non potendo con equabile pro­porzione ripartirsi fra tutti gli uomini, e le assume poi malignamente a prova della fallacia, che vorrebbe persuadere. E quando questo fur­fante giunge ad influire sulla cosa pubblica; quando le combinazioni