Rassegna storica del Risorgimento

CISALPINA (REPUBBLICA) ; COMPAGNONI GIUSEPPE ;"MONITORE CISALPI
anno <1927>   pagina <482>
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Luigi Rava
boli : giacché gli uomini, che harmo principi .e sentimeMitOv alunno formi nel proposto, e conoscendo le salde basi, eu* a bella, causa s'ap­poggia, piangono ini-vero dell'onta, che costoro le fanno, ma stttefcui in­torno ad essa giurano che le resteranno fedeli. Che se non cedono infine né al giudizio de' saggi, né alla pubblica opinione, né all'espe-sperienza, sarà pur d'uopo tirare la fatai linea di demarcazione; per­ciocché la Costituzione è in pericolo tanto per l'aggressione de' tirannij quanto per l'esagerazione de' facinorosi.
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8* 54 pag- aI9. Fruttìd. ann. VI).
CONTINUAZIONE DEL VOCABOLARIO
Ex. Particella preposta. Sono stomacato dell'ex-Marchese, dell'ex-Conte, deH''ex-Nobileyehe',mi feriscono tutto giorno l'orecchio. E dheiisignin-cano essi mai questi nòitìi in bocca di un Cisalpino? La Costituzione non conosce distinzioni tra cittadini. Tutti siano tignali ne' diritti : siamo Cisaipini tutti. I titoli, le distinzioni, che avevano luogo ne' pas­sati Governi, sono stati distrutti nel momento in cui la Costituzione fu proclamata nel campo di Marte.
Conservar questi titoli per diritto, o per rovescio che siat è un indicar distinzione. È dunque un attentare al principio, fondamentale della Repubblica. Crisolito si è messo a ridere di questo mio discorso. Egli mi ha detto: Perchè te0:vella*tì tanto> Iai tu beh osservato il senso, in cui questi vocaboli ;si dopraiiov?'- .Sik'":h.a!nno degilVìmbecilli, che intendono con questi vocaboli di perpetuare la memoria delle loro vanità. Questa memoria non può comporsi collo stato politico stabilito fra noi dalla Costituzione, E che pretende questo imbecille ricordandomi, che fu Marchese, Conte, Nobile ! che per fale passata sua condizione lo rispetti, lo veneri.:?- Io venero,, io rispetto i!n lui un Cittadino. Vale ben più questo uGntej, :che quelli. Quelli non dicevamo: che .slipjtez-za,. .e prepotenza. Stoltezza, perchè presumevasi che una parola facesse un uomo diverso dall' altro : prepotenza, perchè con quella parola s'arrogava sugli altri dei diritti incompetenti. Al contrario il nome ; 'Cittadino dice tutto ciò che è, e che può essere un uomo. Dice sovranità, liberta, uguaglianza. Io non posso dunque udirtf--altro; nome che quello di :jGi ladino. Quindi avviene, che vado in collera egualmente con lui, che