Rassegna storica del Risorgimento

1799 ; NAPOLI
anno <1927>   pagina <501>
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tfna pretesa cospirazione a Napoli nel settembre T799 50.*
Regno dopo la denuncia di Basseti debba impiegare l'attività del Go­verno per indagare le tracefo (di gualche novella cospirazione. Un avanzo di ribelli, che non ancora è iti carcere, e la disperazione de' presi la credere (ie possa meditarsi una qualche ardita intrapresa; ma le forze di costóro avvitite espresse non sembrano tali da dover fare temere; iju iiluoya luttuosa crisi . E concludeva anch'egli, come già iMi aiist, che il pericolo maggiore ,ajK a poi,! erano i malviventi a piede libero, le truppe di massài e. -molti che sotto vèste ÌJ réga1istì-lÈ0*ai lfmiio un' Ineseguìbile bramosia di nuovi saccheggi (1).
Assai più esjjlrcito si mostrò però, e subito, il Direttore delle Fi­nanze, .(Siuseppe Surlo. Era la persona, intellettualmente e moralmente, di gran lunga superiore in quel' simedrio di Giunte che insanguinava 'ft sgqyl!navìi allora Napoli, e hi già ricordata lettera ch'egli la sera del battolare scriveva elleton (s-va rilevata come documento pressoché UÌIÌCO>, Sfai; iarte borbonica, di umanità, di equilibrio, di calma visione jdWl nipraento; Éfè}éé<X. Crediamo opportuno riportarla per intero:
Eccellenza, Io te scritto all'È. V. in ogni settimana, per un do­vere, lo stato di questo Paese; ma ora lo scrivo per una necessità, e per lo bene del Real servizio.
Ho rassegnato più volte' -a V. S,, che conveniva purgar lo Stato, dar degli esempi, ma finir presto, e non solo accordar poi un perdono generale, ma dimenticare assolutamente tutto il passato-. Questo piano è troppo ragionevole, è Sion poteva sfuggire la penetrsafìofle di V. E, Io no veduto con piacere che tutti .gli ordini di S. M. non mostrano che l'idea di finir presto la via della severità, dopo' ;a)ver dato un com­penso sufficiente alla pubblica vendetta Una elasse di allarmisti tenta di distruggere queste Éjsalutatì. L1.. V. sarà stata già pienamente in­formata dei timori della Giunta di Stato per la gente, che era intorno a S. Elmo; e: ;sa pure le domande dì Basset, e di Giordano, di rivelare una cospirazione. A tutto njuesto sii:è aggiunto il detto di un soldato,, che Gambs dice dì esser fedele, e che è stato invitato alla cospirazione. Sarebbe una imprudenza gravissima il non prender cura di quesl cose. Non vi è diligenza che basta, jser custodia del Governo, e della tranquillità pubblica. Ma non conviene perturbarsi, non icenviene in­grandir gli oggetti, e bisogna marciar etìn passi-intrepidi, e sicuri al riordinamento del Regno, ed al bene della Monarcia. lo iSfeentó1 a fi/ dercj che esistali queste cospirazioni. I nemici sono lontani, il più gran
(1) SANSONE, cip. tifa., 47.
(n) la ESTERI, Rei di Stato, f. 4*73*