Rassegna storica del Risorgimento
1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno
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1927
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Francesco Guardiane '
Madama Bruni aveva, jgfè kiiMe- ftfò fesMè -écl .àniafcìli, debile; quali due" Maritate. Ida, la pitV <gpbsftuft dV'era àUlbra fanciulla, aveva ricevuto dàlia nàftsfòi una disposifisnjs" singolare per la musica vocale talento del quale lardi tutta )ìa società fiùmtìmx ha potuto giudi-caliS.è un dono icpr più Mugolare* quello cioè di 'attitudine, irog-f. ravigUosa per la numtea, tafeeriite isorprendeute,: pte Madama ;tapit volte la frammentava con iiikazio;ùfc>. ÈsQ Madama Brum e con quella gentile iCieatur dì sua, slgiiuol,, io; contrassi dunque una relazione per me molto preziosa; e dopo la mia partenza dalla- Danimarca* Madama Rrum plùVvgJte rui onorò èpn l'è -siie- iiltSttere-j, nelle quali sempre si la* mentava che le sue circostanze non le permettessero di visitare ancora una volta la sua cara Italia.
Mtàm ; molto, tempo dopo che io -avevo lasciato Copenaghen ella?nii scrisse che la sua Ida er: sposa al conte di. Bonibéttèsi;- féetee proba* foifeenìte 1ia fedrfii p Italia,. Ilnfàttii Ida Bruni,, contessa di Bombette, arrivo in Firenze nel febbraio ig, eoi suo marito ch'era' stato noinÉ nato ministro imperiale presso la corte di Toscana.
SHiperitìO è il dire ch'io eorsi subito adi ossequiare la gentile mia conoscente di Copenaghen. La" Contessa mi presento; ;àisti.: marito;, iì quale accolse con molta earCe-sia ftàlico dsMa.-suocera :e- della moglie.. ia< conversazione della Contessa -Mi ilóinbeEes, diventò-, presi) ?ia delle più piacevoli d Firenze,, e la relazione ch'io i col ministro, mi procuraron occasione M :pxex,/im-t:i .eouikjÈÉE quelli -ehe lo hanno conosciuto, l'amabile sua disinvoltura, aceompagnatada molta schiettezza! di tsratto nou' igamune fra i diplomatisi, ,ed una bontà della quale- iejjjji us semine' lax-gamenite pjf tìgàrpnaanto daMidipeaisv l'asprezza delle istruzioni òhe gli venivano da fettina,
11 Bombelles, come mèùstro-- aùtìtóaeoi bisogna rendergli questa1 ' giustizia, scansò sempre' -guarito più poteva di rendersi importuno al Governo Toscano, e giovò a: mólti, disgraziati esuli o perseguitati. Mi rammenterò senipre eo.n graiitudìue d'aver potuto-,,.mercè sua, strappare dalle maiii della polizia di Milano l'ottimo mio amfeo lantani, -'e É fargli avere il permesso di veniali stalnlire in Firenze. Il conte amava l'Italia, è sapeva apprezzare gli Italiana e am IH I"' Italiano amico del suo paese poteva, aprire liberamente HanMo suo.
Questo racconto, io ,-doveva ppnetifere,. per spiegare come io mi trovassi presto in buon grado col ministro dell'Imperatore d'Austria; e come cercassi con avidità tutte le occasioni per dire o fare iualcósa d'utile alla povera ftedia.
Frattanto: ai avvicinava il nempo del Congresso di Verona. Or dun"