Rassegna storica del Risorgimento
1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno
<
1927
>
pagina
<
515
>
Di un nuovo assetto politico digli Stati italiani 515
strarvi dall' idea delle conseguenze, non ne volete far conto; ma finche ricuserete di arrendervi -all'evidenza, il quadro che ve ne fo, non vi lascerà quete un momento.
Persistendo nell'attuale sistema, voi costringete quegli uomini stessi che pel loro carattere e pei loro principj sarebbero pie avversi ad ogni rivoluzionej e che sanno distinguere ed apprezzare ttrttociò che di buono e di paterno è nella vostra amministrazione ordinaria, a lasciarsi sedurre dalle illusioni,, e a gettarsi ne' violenti partiti; voi respingete da voi stessi l'immensa maggiorità de' benestanti e degli uomini distinti di tutte le classi ; mentre altro sistema più conforme ai bisogni e ai lumi del secolo ve li raccoglierebbe intorno, appena conoscessero che vostra intenzione è di fare agli Italiani tutte quelle concessioni opportune, compatibili con i trattati e con ciò che la previdenza vi obbliga di mantenere (1).
Quanto dissi in vostro riguardo de' Lombardi e de* Veneti, dovrei dire anche più dei Piemontesi, dei Genovesi; dei Romani, dei Napoletani rispetto ai loro rispettivi governi; perchè, astrazion fatta del principio di nazionalità tra loro non violato, come tra' Lombardi, concio-siacchè hanno sovrani più o meno italiani e viventi tra essi, è chiaro, e niun uomo ragionevole sarà per negare, che l'Amministrazione ordinaria delle provincie Austro-Lombarde, è ben più giusta e meglio ordinata che: quelle degli altri paesi; e che le misure adottate a Napoli ed in Piemonte son ben più vessatfici ed umilianti per i popoli, che quelle che un momento di paura vi ha fatto adottare. Ma checché ne sia, vuole la sana politica (così a me pare) che i re di Napoli e Sardegna, i duchi di Modena e Parma, il Papà e vói stessi adottiate pei rispettivi stati un sistema affatto differente da quello finora tenuto. Provaste di essere i più forti, di sapere e potere punire: sappiate ora condonare; foste chiamati a combattere i principj esagerati della rivoltóone, evitate l'estremo opposto, e concedete- a' vostri popoli ciò che sono in diritto di attendere dai sovrani del secolo decimonono. Una sola provincia d'Italia, la Toscana, si mostra diversa, e nel non gradevole quadro che ho tratteggiato, ha un punto assai chiaro e soddisfacente pel filosofo e per l'amico dell'umanità. Bisogna dirla provincia privilegiata, Oasi vero; perocché ella offre lo spettacolo consolante di un Principe amatissimo da noi sudditi, di ministri che non abusano del loro potere arbitrario,
(1) Non m'ingannavo io, se questo appunto chiesero i regnicoli col mezzo dell* loro Congregazioni provinciali, prima d'insorgere vistisi o delusi o dispregiati.