Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno <1927>   pagina <517>
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Di -un nuovo assetto politico degli Slati italiani 517
tanti e più dai forestieri che gitivi accorrono numerosi, e si fermano più volentieri a dimora che in alpi provincia d'Italia.
Da tutto questo deriva che Ferdinando è da' suoi sudditi adorato, considerato e trattato come un padre di famiglia in mezzo ai suoi figliuoli, e che ogni progetto di spìriti fantastici od inquieti gli svani­rebbe dinanzi, se mài in Toscana fosse tale pericolo. Ma grazie a Dio non -.é'èj: perchè non solamente i Toscani non desiderano mutamenti di Governo, ma stanno cosi bene 'come sono* che paventerebbero forse ad ogni idea o tentativo d'innovazione.
Può bensì venire il giorno che questo Granduca o il suo succes­sore giudichino conveniente di assicurare con una Costituzione ai To­scani un benefizio poco oggi comune, e che essi non debbano in parte che al carattere personale del Principe e de* {suol ministri. Se ciò av­venga, i Toscani riceveranno senza dubbio questo regalo con piacere e con riconoscenza; ma eglino si trovano oggidì in troppo buone condi­zioni, per apprezzarne in generale l'importanza, anzi per pure immagi­narla: e i pensatori che a codesto mirano, sono troppo pochi di numero, e d'altra parte troppo affezionati al Granduca, per volergli cagionare la minima inquietitudine.
Da ciò risulta che quando i Toscani parlano degli affari d'Italia, fanno sempre astrazione dal loro paese; .e se accade che qualche :Volta si mostrano concitati da un sentimento di sdegno contro le cose e gli avvenimenti, non è che relativamente agli abitanti delle altre provineie cui vorrebbero sapere meno infelici, e non per altro. Per contrario, abi­tuati a vedere nel principe Austriaco dato loro dalla Provvidenza a So­vrano, un padre, sarebbero lieti di sentire che un patto costituzionale stabilisse pei loro vicini, i Lombardi-Veneti, sopra basi inalterabili una libertà vera colla Sovranità d'un principe della stessa famiglia del loro.
I Toscani in generale, e i signori specialmente, non si distinguono che per una tendenza più espressa agli studj solidi e alle scienze mo­rali, e pel desiderio di uscire dallo stato di inerzia e d'ignoranza in cui si sono lasciati cadere. Non pochi fra loro con lodevole zelo si stu­diano di migliorare i nostri stabilimenti di beneficenza, gì' istituti di edu­cazione, d'istruzione, e di perfezionare i nostri metodi di agricoltura. I proprietarj più ricchi, quelli cioè che avrebbero più a perdere, e che per conseguenza sono i più interessati al mantenimento dell'ordine, si trovano alla testa di questo bel moto, effetto lento ma sicuro della dif­fusione dei lumi. Una sola rivoluzione si opera in Toscana; quella il cui risultato sarà di vedere allevata una generazione più costumata; più veramente religiosa, sotto ogni riflesso più illuminata e più attiva.