Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno <1927>   pagina <521>
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Di un nuovo assetto politico degli Stati italiani 521
lessero consultare direttamente i Toscani e i Romagnoli, che allora non metterei più dubbio che non s'accordassero tra loro (i);
Comunque sia, questi nove od otto stati '.numerando insieme venti milioni d'abitanti, potrebbero essere rappresentati ad una Dieta generale da una Deputazione di circa settantacinque personaggi scelti dai Prin­cipi respettivi degli stati, sopra una lista di candidati presentata dalla Dieta particolare, o altra assemblea di ciascun degli stati a misura di loro popolazione (2).
In tali proporzioni:
La Lombardia avrebbe Deputati 16
La Sardegna 14
Napoli e Sicilia 28
Roma e le Legazioni fc 9
L'Etruria * 6
Parma e Modena 3
75
Roma sarebbe la città federale, dove la Dieta si convocherebbe una volta ogni anno. Ogni sessione non dovrebbe durare più di tre mesi. Il Santo Padre, fosse o non fosse più Sovrano temporale di Roma, sa­rebbe di diritto Presidente della Dieta; l'Assemblea nominerebbe sempre cavato dal proprio seno, il Vice-presidente; il quale sederebbe di diritto allorché la Dieta fosse chiamata a discutere degl'interessi particolari o delle relazioni col Papa per lo spirituale (3).
Niuna decisione sarebbe legale se non ad una grande maggiorità.
Le attribuzioni della Dieta sarebbero:
1. D'appianare le differenze che potessero sorgere tra gli stati rispettivi.
(1) Ciò alludeva a certi desideri che eransi manifestati al di là come al di qua dell'Appennino, perché si formasse nell'Italia centrale un regno che si estendesse dal Tirreno all'Adriatico.
(2) Ciò è lontano dai più larghi prìncipi che ora si vogliano invocare per la formazione di una Dieta Nazionale a Roma, ma rammentiamoci ch'io scri­veva nel 1822.
(3) Superfluo è l'avvertire che quésto solo paragrafo sarebbe argomento per lunghi capitoli; e così molte altre posizioni toccate qui di volo; soltanto per far giudicare dell'insieme del mio progetto* D'altra parte quando io chiamava il Papa a presiedere, io sognava un Pio IX, come pur troppo, riguardo al Pa­pato, abbiamo sognato da due anni a questa parte.