Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno <1927>   pagina <524>
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Francesco Guardiane
Un passaporto d'uno degli Stati confederati sarebbe riconosciuto valevole a percorrere l'Italia tutta.
e) Codice -ffl Commercio. S'inviterebbe il ministro a presen­tare un progetto di Codice di commercio che di consenso di tutti i go­verni sarebbe adottato da tutta Italia; ne nascerebbero beni grandi.
f) Istruzione fiuòb/ita. ; Le leggi generali della Confederazione non avrebbero relazione colla pubblica istruzione, che per stabilire che sarebbe in facoltà di ogni italiano di'frequentare indistintamente le Uni­versità della Penisola e di farsi laureare in quella che più gli piacesse.
Ministro del Tesoro pubblico. Questo ministro insieme ai diritti della Dogana e della Posta delle lettere percepirebbe quelle somme che ciascuno stato pagherebbe, impostegli proporzionalmente dalla Dieta ogni anno a complemento delle spese federali. A ciascuna sessione questo ministro presenterebbe il suo rendiconto e il suo bilancio preventivo. Quanto al debito pubblico, non sarebbe a dir molto, rimanendo perciò ogni Stato nelle sue attuali condizioni. Queste idee signor Conte, get­tate di botto nella carta, esigerebbero un maggior sviluppo, perchè ognuno le potesse intender bene ed apprezzare; ma coloro cui elle sono dirette, sono troppo familiari alte questioni di governo, per non giudi­care sanamente, da questo cenno, della natura del patto federale che io bramerei vedere stabilito, e dei vantaggi che ne risulterebbero; dei quali, sarebberto certo reali quelli che l'Austria risentirebbe (i).
Una sola potenza non vedrebbe ciò di buon occhio, e sarebbe l'In­ghilterra, perchè non le converrebbe punto che l'Italiana Confederazione si costituisse in modo da poter mettere in mare squadre rispettabili. Ma questa considerazione notì" impedirebbe certo all'Austria d'operare essa stessa una rivoluzione che sodisferebbe ai vati di'! tutti gli uomini amici dell'ordine e della quete, che preverrebbe e renderebbe impossibile ogni altra rivoluzione, susciterebbe dapertutto una soave riconoscenza.
Degni di perdono, signor Conte, la franchezza alla quale le ho esposto i miei sentimenti.
(i) Spero che nessuno vorrà addebitarmi di avere nei 1S22 formulato una combinazione la quale, per essere possibile, per assicurare tanti vantaggi all'I­talia, doveva necessariamente offrirne alcuni all'Austria. lo non poteva dire al Conte di Bombcltes: mi basta una confederazione, anche sotto ì vostri auspizj', per conseguire nel volgere di pochi armi la desiderata indipendenza. Eppure questa sarebbe stata la conseguenza inevitabile dì quella; ed è perciò che le mie lettere rimasero probabilmente nel portafoglio del diplomatico, il quale forse mi avrà trovato molto sfacciato o molto ingenuo.