Rassegna storica del Risorgimento
1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno
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1927
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pagina
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525
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RECENSIONI
GIUSEPPE COMPAGNONI, Memorie autobiografiche per la prima volta edite a cura di ANGELO OTTOLINI. Milano, Treves, 1927, 8. pp. iv-38.
La prima idea d'indipendenza della Penisola italica da dominazione straniera apparti *ne a Giuseppe Compagnoni. A lui pure siamo debitori dell'adozione nel Congresso di Reggio addi 7 gennaio .1897 del tricolore come vessillo della Patria. È dunque il nome del Compagnoni tale da meditare un posto cospicuo nella storia della nostra Rinascita. Eppure, se non fosse stato il sena-tose Rava a farne oggetto di alcuni suoi studi, esso sarebbe tuttora ignorato.,;, si scarse erano le notizie che se ne avevano sino a oggi. Per fortuna, due anni or sono furono scoperte presso l'Istituto tecnico Carlo Cattaneo dì Milano le sue memorie autobiografiche ora edite per opera del prof. Ottolini che le ha trascrìtte e studiate con amore ed ha saputo metterne in evidenza tutta l'importanza. Mercè sua, possiamo oggi apprezzare nel Compagnoni l'oratore facondo, l'ingegno multiforme, il primo insegnante di diritto costituzionale in Italia, il poligrafo ragguardevole.
Il Compagnoni narra la sua vita dalla nascita con molta franchezza e senza riguardo: ne ricorda tutti gli eventi e le peripezie; e ci fa quasi assistere allo sviluppo della sua mente e della sua attività. Lo vediamo pertanto lentamente assurgere nel campo letterario come giornalista, come scrittóre, come poeta; lo troviamo segretario privato- e, poi, pubblico e poi capo della amministrazione di grandi dicasteri, professore universitario, rappresentante ai Consigli della Cispadana e della Cisalpina. In tutta quell'ascesa egli s'imbatte in amici, conoscenti e colleghi dei quali non manca di lasciarci un ritratto spesso abbastanza pungente. Per opera di lui, per esempio, Vincenzo Monti, il Cerretti, e il Sa-violi, il cardinale Rertazzoli e cento altri ci appaiono', sótto un aspetto; un po' meno favorevole di quello che altri ci ricorda. I suoi giudizi, forse non sempre teneri, possono anche parerci alquanto arditi; ma pure ci rappresentano una parte dell'opinione dei contemporanei su quei letterati e professori, su quei politici improvvisati e spesso eccessivi. Il suo risentimento contro i Bolognesi e i loro tentativi di conservare la propria autonomia può riuscire sgradevole segnatamente perchè ripetuto; ma ci svela una delle tante debolezze delle città, e degli stati chiamati a comporre le nuove Repubbliche, e quindi delle Repubbliche medesime di fronte alle prepotenze, angherie e al malgoverno franemre,