Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno <1927>   pagina <528>
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sciato Inesplorato alcun lato di quell'attività; ne ha ricercato le ragioni iniziali e spiegato le conseguenze, entro e fuori t limiti del territorio bresciano collo­candola al suo posto nel quadro maggiore della storia d'Italia e dimostrando l'apporto ch'essa fu. capace di dare al processo di trasformazione della penisola e di preparazione al Risorgimento italiano. Con tale larghezza di vedute egli ha fornito alla storiografia mostra un monumento di vero progresso, del quale dob­biamo tutti essergli grati.
FRANCESCO GUARDIONE, Ugo Foscolo: Scritti vari, un discorso ed alcune let­tere di Ugo Foscolo. Appendice: I monumenti foscoliani in S. Croce e in Palermo, 2* impressione. Palermo, Sanzo, 1926, 8, pp. 296. - , Ugo Foscolo e la Italianità del suo pensieror Discorso pronunziato per la solenne dedicazione di un ricordo marmoreo allo stesso nella sede della Socielà siciliana di storia patria nel novembre del 1926. Palermo, Sanzo 192(5, 8, pp. 20.
Aspra battaglia è quella che ha combattuto e con ardore giovanile continua a combattere l'illustre e venerando storico siciliano per debellare gli ultimi de­nigratori del Foscolo ed incitare l'Italia a compiere, almeno nella ricorrenza del centenario dalla di lui morte, il suo dovere verso Colui che può bene a ra­gione proclamarsi il padre del nostro Risorgimento.
A lui, che nel trattato di Camporformio: Scòrgendo il sacrifizio della patria, col suo Jacopo Ortis sol rifugio avvisa per gli animi generosi la morte; a lui. che nel 1798 insorge contro l'abolizione della lìngua latina decretata dal Gran Consiglio della Cisalpina, quasi a distruggere ogni ricordo delle origini e delle glorie di quella patria; a lui che si ribella nel sublime Carme dei Sepolcri con­tro l'empietà dei legislatori novelli che appaiano nella stessa fossa le ossa ve­nerabili dì Giuseppe Parini con quelle del ladro volgarissimo; a lui infine che nel 1809 alla gioventù, arditamente, addita l'altissima civile e patriottica mis­sione della letteratura, la sorte fu sempre contraria in vita come in morte. La squallida miseria che insidiò i primi passi della sua infanzia, ne condusse a di­sperazione la mente anche sul letto di morte il io settembre 1827. Il Foscolo. vi si ribellò col fiero suo carattere; né piegò mai la fronte al destino, preferendo soffrire laj Silenzio la fame, l'esilio, l'umiliazione anziché rinnegare i suoi prin­cipi!, la sua dignità e per salvare questa dignità- in aliena regione ove povertà èra ed è delitto, ove il misero era ed è calpestato, subissato, egli visse d'ap­parenza, sapendo, pur troppo, egli solo quel che costasse al suo corpo, al suo cuore lo strazio di tutti i giorni, l'abbandono di tutte le ore. Eppure gli strali più velenosi della calunniai della maldicenza, dello sprezzo si concentrarono in­torno al di lui capo, mentre visse, per menomarne la memoria e la famej, dipoi per ipercritica, ignoranza ed incoscienza. Troppo avrebbe amato, e troppo dis-