Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno <1927>   pagina <534>
immagine non disponibile

534
Recensioni
suo contenuto (anche se alleggerita delle indicazioni di opere prevalentemente crìtiche) poteva opportunamente essere suddivisa in parti e paragrafi minori che avrebbero dato una più pronta, più chiara e più precisa idea della vasta e mul tìforme produzione guerrazziana, e insieme avrebbero offerto più facile orienta­mento nella consultazione agli studiosi. Grande vantaggio: a nostro giudizio, sarebbe derivato all'opera, se si fossero raggruppati in tante parti distinte gli scritti diversi di mole, di impoitanza e di contenuto, ad esempio i romanzi, gli scritti politici, i discorsi, le traduzioni, le lettere.
Ma questa osservazione, che ha pure la sua importanza .riguarda per cos? dire l'impostazione dell'opera e la ripartizione della materia: per quanto ri­guarda il numero, o meglio la massa delle indicazioni bibliografiche, il compi­latore, che per tanti anni ha dedicato le sue amorose ricerche e i suoi diligenti studi alla vita e alle opere del grande scrittore livornese, merita la lode più ampia e più incondizionata: difficilmente capita di esaminare una bibliografia cosi ricca e cosi completa, o quanto meno che presenti così poche lacune e per giunta di
molto lieve importanza.
E. M.
VENCESLAO PLITEK. / Napoleonica a Trieste. Trieste, Tip. del Lloyd triestino, 1926, pp. 80 (Estr. dall' Archeografo Triestino , voi. XIII, della 3* serie).
Questo studio, compilato sui documenti ufficiali del tempo, tratta di Caro­lina Murat, ex regina di Napoli, e di Elisa Baciocchi, ex granduchessa di To* scana, e fa seguito ad altro studio precedente, pubblicato nella medesima ri­vista, intorno a Girolamo Bonaparte, ex re di Westfàiia. Sotto il nome di con­tessa di Lipona (anagramma di Napoli), Carolina Bonaparte rimase a Trieste breve periodo di tempo, circa due mesi e mezzo, dal 6 giugno al 15 agosto 1815: più a lungo invece vi si trattenne la sorella maggiore, Elisa, prima nella Villa di Campo Marzio e poi nella sua proprietà di Villa Vicentina.
Naturalmente il luogotenente della città e le autorità austriache non man­carono di esercitare attenta e continua vigilanza intorno alle due spodestate so­vrane, ai loro familiari e domestici, alla loro corrispondenza epistolare. Maggiori sospetti richiamò sopra la sua persona e sopra le sue relazioni l'ex Granduchessa di Toscana, divenuta contessa di Compignano, sia perchè, come si è accennato, si. trattenne molto più a lungo nel territorio della luogotenenza, dal 20 giugno i3t6 al 7 agosto 1820, (cioè sino al giorno della sua morte); sia perchè essa non man­cava di un certo spirito di iniziativa e conduceva una vita abbastanza varia e movimentata. Il Plitek riferisce, in questo suo studio copiose notizie sulle rela­zioni da lei contratte, sulle gite compiute nei dintorni, a Monfalcone e ad Aqui­legia, dove si erano iniziati scavi di antichità, su varie rappresentazioni teatrali cui assistette; e sotto questo rispetto lo studio acquista una maggiore impor­tanza, perchè si estende a un campo più vasto, cioè alla società e alla vita mon­dana triestina e al più importanti avvenimenti del tempo.