Rassegna storica del Risorgimento
1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno
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1927
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Recensioni
e a diventar uomini di stato: e non con la faciloneria, l'improvvisazione e l'intrigo come avviene di solito nei periodi di decadenza. Egli aveva ben compreso ressenza della rivoluzione del 1848: aristocratica e romantica a Milano, intellettuale a Vienna ed in Germania, nazionalista in Ungheria, profondamente sociale: a Parigi. < j allora si comprende, anche se non si giustifica come quegli stessi fatti che avevano ispirato un vero terrore ad uomini tuttavia illuminati e amanti del progresso, quali un Thiers od un Cousin, rendessero pensoso il giovine studioso lombardo e lo trattenessero dal partecipare attivamente ad un moto del quale intravedeva la pericolosa portata internazionale .
La figura politica del Jacini è delineala già da questa osservazione acuta del Nipote, e da qui prenderà le mosse per salire con grande limpidezza di idee e probità per l'ardua scala delia vita pubblica.
Nel 1851 scrive per un concorso indetto dalla società d'incoraggiamento alle scienze lettere ed arti, il libro: La proprietà fondiaria e le popolazioni agricole in Lombrdia : opere di lena che, insieme con altri sludi economico-politici contemporanei, rappresenta la continuità 'lei pensiero economico lombardo dall'ultimo scorcia del '700; e caratterizza quelle elette mentalità aristocratiche nel pensiero, conservatrici se si vuole ma aperte ad ogni idea di pro-gresd sociale C'è uno stile in questi uomini,: jS una preparazione di primo ordine (si scriveva poco e si meditava molto); si formava con loro una classe politica che mancava all' Italia, e che la degenerazione politica negli ultimi anni precedenti la guerra, ha travolto o ha disgustato ponendola sdegnosamente in disparte. Mancano a noi quei bei classici tipi di lords inglesi liberali si, ma conservatoti; colti in economia e in storia, disinteressati e gran signori che formano l'ossatura, direi quasi, la spina dorsale della vita politica di quella grande nazione.
Il Jacini si era fatto anche una competenza per le questioni ferroviarie, come dimostrò più tardi in qualità di Ministro dei lavori pubblici.
Altri studi si succedono nel fervido periodo della preparazione alla riscossa del 1859. Si direbbe che il Iacini senta già che la sua missione sia nella vita politica di una nazione libera; e vi si prepari con alti studi (egli è già membro dell'Istituto Lombardo allora libera accademia, vitalissima, di liberi studi) quali le investigazioni statistiche nei domimi dell'etnologia, tè condizioni economiche detta Provincia di Sondrio.
Nel 1858 Jacini sposa teresa Prinetti che sarà la sua fida e intelligente compagna fino al 1887, quando la morte di ili' spezzerà l'unione felice. Si sentiva ormai vicina la guerra: ma il Jacini era pronto ad accettare il suo posto di combattimento fra i quadri direttivi del giovine Slato italiano. E con Jacini e con Glutini che sorge a Milano là Perseveranza il bel giornale conservatore liberale che doveva vivere fino al 1922. Qui l'attività del nostro si moltiplica; diventa subito Ministro dei lavori pubblici, dopo aver rifiutato il portafoglio delle finanze, con Cavour.
Noi non possiamo seguire passo passo la carriera politica del Jacini ormai preso nei suoi vortici cosi affascinanti, Ministro, o semplice deputato, egli è una fi-