Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; VERONA ; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; CONGRESSI
anno <1927>   pagina <539>
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gura di primo piano: la sua parola, i suoi scritti fanno tener rivolta su di lui l'attenzione di tutti. Il travaglio interno di .quest'w/r Italia che faticosamente si prepara a diventar grande Nazione, le erisi: dei primi anni appaiono vive, parlanti nel libro del Jacini.
ti triennio 1864-67 costituisce il più importante periodo della vita politica del nostro. E in quegli anni che si affrontano i più gravi problemi del giovine Stato: il trasporto della Capitale, il coordinamento della legislazione, 1 codici, la guerra all'Austria. Ma l'opera del nostro Ministro è specialmente intesa al riordinamento delle ferrovie. Nel xS6o l'Italia possedeva 1472 km. di ferrovie di cui 807 in Piemonte e 200 in Lombardia; gli altri 400 circa nel resto d'Italia! Dal 1860 al 1S67 furono costruiti 2857 km. che uniti ai precedenti e alle fer­rovie venete giungevano a 5 r(> 1 km. Fu merito del Jacini se la Valigia delle Indie passò attraverso all'Italia abbreviando il percorso che prima facevasi per .mare.. La sua attenzione rivolgevasi alle strade specielmente nelle provincie me­ridionali, dove scarseggiavano, ai lavori portuali e alle bonifiche.
Ma il merito suo più grande è hello sforzo trionfale col quale riusci a pro­muovere ed effettuare il valico del Gottardo.
La questione della comunicazione con l'Europa centrale èra vecchia, risa­liva al 1847. Contro i sostenitori del traforo del Lucomagno e dello Spluga, il Jacini sostenne il Gottardo e le sue ragioni tecniche ed economiche ebbero il sopravvento e la sua tesi trionfò.
Il jacini portò l'equilibrio dei suo temperamento, la naturale sua mode­razione in numerose questioni, anche sé uscenti dalla sua competenza. Ma erà>-'còme l'A* lo. sintetizza nel titolo indovinato del suo libro un con­servatore rurale. Conservatore non vuol dir retrivo: nulla di essenziale se­para i conservatori dai liberali se non per la prevalenza che gli uni attribui­scono alla stabili tfi delle istituzioni, gli altri al progresso e alla libertà. Errato dunque credere càe i' conservatori siano;'-i- fénso di interessi plutocratici, o confondere i conservatori coi puri autoritari. 11 regime militare, lo stato d'as­sedio, uri 'GóTpo di' stato al bisogno, un capo investito da un potere Illimitato e arbitrario, ecco lo specifico, secondo l'opinione di costoro , -dice testualmente Jacini; e continua;:: * Orbene può darsi che siffatti mezzi riescano per un dato momento ad arrestare la cancrena dell'anarchia, ma per sé medesimi non ba­stano mai a ridonare la salute normale all'organismo di uno stato infermo; perciò non conservano nulla se non pro'vvìsoriamente; mentre è proprio del conservatorismo di provvedere, non solo all'oggi, ma anche al domani .
11 secondo volume è infatti in gran parte dedicato all'esame delle dottrine del Jacini e del suo pensiero, desunt.-) specialmente dalle opere di lui ed è anche la parte più interessante, in quanto risaliamo dalla pura cronaca alla indagine obiettiva del pensiero del grande statista italiano* Ma oltre alle grandi opere pubbliche compiute sotto 11 suo governo, li nome suo è'legato alla famosa iti-chiesto agraria.
Proposta alla Camera da Agostino Bertani 1872, la legge che ordinava l'in-