Rassegna storica del Risorgimento

MACERATA
anno <1927>   pagina <564>
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Atti ufficiali
Sono intervenuti: l'On. gr. uff. SERAFINO MARZOLINI, il Podestà di Macerata coram. BENIGNETTJJ Il vice-Prefetto comm. LANSARQ.0K; l'Intendente di Finanza cav. SIMONCEM.I; il Rettore delln R. Università di Macerata' prof. BRRSCBI; il Procuratore del Re cav. CLERICI; il Comandante il Presidio Militare colono.. HINDONE; il Coman­dante la log* Legione M. Y. S. N. Console cav. (ÌHKGO, ed altre autorità cittadine, politiche e militari e una foltissima schiera di Soci, di studiosi di Storia Patria è di in­vitati. Sono presesti inoltre nella loro fiammante e gloriosa divisa, i supersistì garibaldini maceratesi cav. Pio BIGIA NI. NAZZARENO: MARCHESINI e DOMENICO VITALI.
Assume la Presidenza dell'adunanza inaugurale il Presidente del Comitato Marchi­giano Dott. GIOVANNI SPADONI, il quale pronuncia il seguente discorso :
Signore e Signori
Conte Presidente del Comitato Marchigiano, ch'ebbe l'onore di preparare questo Congresso Nazionale, compio il graditissimo dovere dì?sssere il primo a salutare cordialmente gli egregi Consoci qui Convenuti da ogni patii d'Italia, e di ringraziare con grato animo le Autorità, i valorosi Ufficiali del R. Eser­cito e i cittadini tutti, che con il loro desiderato intervento contribuiscono a ren­dere più solenne l'inaugurazione del' XtfCongresso della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento Italiano. Un particolare e commosso ringraziamento debbo poi ai tre superstiti maceratesi della gloriosa epopea garibaldina, che, ac­cettando il vostro invito a intervenire con le loto camicie rosse hanno portato in mezzo a noi una vibrante nota del pift schietto ed eroico patriottismo.
E poiché ho la parola, mi siano consentite brevissime considerazioni sui mo­livi particolari pei quali i Marchigiani coltivano o seguono col più vivo interesse gli studi sulla storia del nostro Risorgimento.
Come voi, o illustri ospiti, avrete già osservato o potrete osservare personal­mente, tutte le dita marchigiane sono ben piccole, specie a confronto di quelle tanto più- vasti e- popolate delle altre Provincie italiane. E ancor più piccole erano nel secolo scorso, quando ad esempio la mia Macerata, secondo un censimento eseguito nel maggio rSoS dalle allora costituite Autorità del Regno Italico, con­iava entro le sue mura appena 66o abitanti. Ma se molto piccole sono le nostre città a norma delle statistiche dei censimenti, sono invece ben grandi nella storia del patrio Risorgimento.
Italiani innanzi tutto e contrari ad ogni gretto regionalismo, noi Marchi' giani riconosciamo e ammiriamo commossi il fiero e ardente patriottismo delle altre regioni. Ma teniamo altresì a far conoscere che te piccole città nostre,, in proporzione naturalmente dei loro abitanti, hanno dato alla causa italiana in condannali politici é in volontari per le guerre dell'indipendenza non meno delle piU patriottiche città consorelle.. Masti accennare che nella fine del 1821, prima cioè delle condanne del Pellico e del Confalonieri Mvea venti maceratesi geme" vano già comlannatì per le cospirazioni e i moti carbonari. Basti ricordare che netta sola campagna del /S.jS-jp combatterono ben 3283 anconetani* E sono lieto di vedere qui fra. i Congressisti il valoroso tenente colonnello e chiaro storico