Rassegna storica del Risorgimento

MACERATA
anno <1927>   pagina <565>
immagine non disponibile

Affi ufficiali 565
Gualtiero Santini, che con diligenti ricerche di archivio ha teste accertato tale eifrfo che potrebbe sembrare incredibile.
Quindi - anche esclusa V ultima guerra. nelle piccole città marchigiane sono ben poche le famiglie fòlla nobiltà, della borghesia e della stessa classe ope­raia che non abbiano avuto ahneno tm. processato o un esule politico, almeno un reduce dalle patrie battaglie.
Per le Marche pertanto la storia -del Risorgimento è in parte la storia della propria regione, e potrei quasi dire delle proprie famiglie. E ciò spieghi perchè abbia essa-fra noi latiti insigni o modesti cultori, fra i quali mi limito a nomi­nare, a titolò d'onore e di speciale graditudine, il maestro di tutu noi, il sanse-verinate Alessandro Luzio. Ciò spieghi perchè il Comitato Marchigiano da me presieduto sia uno dei più numerosi e attivi della nostra Società.
Signore e Signori
Il mio breve discorso è finito. È concludo invitandovi a rendere il dovuto e reverente omaggio a S. M. il Re, augusto e degnissimo Patrono della nostra Società, al venerando Presidente onorario S. E. Paolo Bosetti, all'amato Presi­dente effettivo il Maresciallo d'Italia Gaetano Giardino, che solo per un recente e gravissimo lutto non è oggi tra noi.
E mandiamo infine il dovuto omaggio al Governo Nazionale, qui degna­mente rappresentato dall'illustrisinw sig. Prefetto della nostra Provincia, che ora sento il dovere di ringraziare pubblicamente, per il molto che con squisita cortesia ha egli fatto per la migliore preparazione di questo Congresso.
Viva l'Italia/
Segue il Prefetto clic, come rappresentante del Governo e della Provincia, porta ai Congressisti il saluto di S. E. FEDELE. Ministro della Pubblica Istruzione, il quale ha espresso il suo rammarico dì non poter intervenire al Congresso dando a questo la sua piena e incondizionata adesione.
Il Prefetto, attentamente seguito dall'uditorio, accenna alla parte importante avuta dalle Marche nel periodo del Risorgimento. Con elevate parole riannoda il perìodo, che ci ha portato all'ultima guerra del Risorgimento, al pensiero di Dante e Machiavelli, i quali, pur di raggiungere l'unità della patria, invocavano l'intervento di un qualsiasi imperatore o condottiero, fino a Giacomo Leopardi, il poeta del Risorgimento, il quale con le sue invocazioni e. I suoi scritti incitava gì' Italiani a compiere l'unità nazionale. Ricorda che il monito di Massimo d'Azeglio fatta l'Italia, bisogna fare gì' Italiani è stato superato e concluso dalla volontà di un Uomo che hit elevato l'Italia dinanzi al mondo intero a dignità di nazione forte e temuta. Esalta la grandiosa opera della Casa Sabauda che trovò nelle provìncia marchigiane popolazioni laboriose, che per la libertà nazionale posposero e sacrificarono ogni privato interesse, e come esempi di fulgido eroismo fa i nomi di Filippo Corrìdoni e Nicola Bonservizi entrambi maceratesi: H primo, non ostante che appartenesse ai partiti sovversivi, sostenne la necessita della, guerra, con gli scrìtti e con le parole e dette in olocausto alla patria la sua giovane esistenza; il secondo, dopo