Rassegna storica del Risorgimento

MACERATA
anno <1927>   pagina <583>
immagine non disponibile

Alti ufficiali 583
Egregi Consoci,
Anche quest'anno, molto breve è la relazione sull'andamento della nostra Società, che a nome del Consiglio centrale ho l'onore di presentarvi, perchè la buona consuetudine di dare alle stampe i verbali delle sedute consigliar! mi esime dal dovere d' intrattenervi lungamente in proposito.
Ciò nondimeno, posso con- voi compiacermi del continuo progresso del­l'ente nostro. Mercè dell'opera e della propaganda diligentìssima dei nostri Comitati regionali di Milano, Torino, Macerata, Firenze, Trieste, il numero dei soci è Mésciuto anche in quesf'ana05 ed è salito da n. 1691 a . 1849 colla tendenza sempre ad aumentare.
11 Consiglio centrale vede con piacere diffondersi in tutta l'Italia setten­trionale e centrale la giusta comprensione dì quel che sia il dovere degli Ita­liani d'oggi verso la Patria e verso coloro i quali ci hanno dato questa Patria; e vorrebbe potei!; .dire lostesso delle ajtre parti d'Italia. Anzi, 'in questo senso non è stato avaro di inviti, di premure, d'incitamenti. Pur troppo, i suoi sforzi si sono (inora infranti non già contro una opposizione, ma contro una apatia che non ha finora trovato chi; riesca a scuoterla. Il giorno che risolutamente questa potenza desiderata sarà sorta1; quelle regioni, generose quanto altre mai, splen­didi semenzai di martiri e di eroi, dal primo nostro Risorgimento all'ultima nostra Vittoriosa guerra* daranno maravigliosi esempi del loro ardore e del loro amore di Patria, anche nell'ambito della nostra Società.
Dalle delegazioni dei nostri Soci al Congresso di Trento II Consiglio cen­trale ricévette esortazioni e voti da soddisfare e, comi- avrete letto nei reso­conti della Rassegna, li ha tutti esauditi.
Principalmente ha occupato i suoi primi momenti nelle deliberazioni e trattative per la pubblicazioufi: dj jtmft storia popolare sul re Carlo Alberto, cui i nuovi: documenti permettono ormai di rendere quella .giustizia che lo spirilo rM parte glii aveva finora negato ed ha proposto al prof. Nicolò Rodolico del-ì'tltìietsìtà dì MrenWj ['.che di tale argomento si occupa, di fare un estratto dal maggior lavoro per gii scopi prefissisi dalla -Società.
Non ha nemmeno dimenticato che in questi giorni appunto ricorre il cen­tenario dalla nascita del "poèta, soldato, di Goffredo Mameli, offertosi in Olo­causto sull'altare della Patria: ai cui destini 1' Inno suo fatidico entusiasmò tutte le generazioni, che ci hanno preceduto, e saprebbe entusiasmare ancora.
Né ha lasciato passare sotto silenzio neppure il centenario dalla morte di Ugo Foscolo*: di lui cui primo risale il gran noto della nostra Rinascita. Ad entrambe le Commemorazioni, pur lasciando ai Comitati regionali l'onore dì celebrarle, ha provveduto a farsi rappresentare.
Avrebbe desiderato far di più, spingere le nostre insegne, la nostra pro­paganda oltre i monti, oltre gli oceani. Ma l'impresa non gli è finora riuscita.