Rassegna storica del Risorgimento
1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno
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1927
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pagina
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595
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Carlo Cornetti de Stucken/eld e il trono de' Cesari ecc. 595
rati di Francia e d'Italia al fine di accordarsi segretamente con l'Inghilterra per l'esecuzione; Mm piano rivoluzionario, vasto e formidabile, quanto fantastico, diretto a rovesciare l'Impero napoleonico liberando al tempo stesso la Francia e V Italia e à quest'ultima dando unità e indipendenza. Sul trono de' Cesari, da rialzarsi in Roma, era dai congiurati stato dapprima deliberato dovesse sedere un principe tratto dalla Casa regnante d'Inghilterra, , subordinatamente, da quelle di Sardegna o i Sicilia,
Pur differendo nei particolari, le somme linee del progetto, sia nelle asserite pratiche con Napoleone nel 1814 come in quelle precedenti con il Gabinetto inglese, erano la costituzione di tutta l'Italia in un sol corpo, libero ed indipendente, sotto il nome d'Impero romano, con un Imperatore in Roma capitale, tanto che il Rinieri trovò i di; segni esposti nell'opuscolo del 1825, rispecchiare tutte le idee del Co-melli: lo stesso stile, la stessa immaginazione, la stessa officina, al punto che, se il Comelli viveva ancora nel 1825, egli crederebbe lui l'autore dell'opuscolo. Nel 1884, e più ancora recentemente in un articolo su Le sette; in Italia dopo la restaurazione del 1-815 (in /Risorgiménto italiano; gennaio-giugno 1926), il Rinieri ha manifestato il suo convincimento, se non della credibilità dei particolari contenuti nell'opuscolo del 1825 a cui, come opera storica, ha negato ogni valore della realtà sostanziale del disegno, architettato dal Comelli e dal Consiglio dei congiurati italici, di invitare Napoleone a mettersi alla testa dell'Impero romano sbarcando in Italia e rendendola indipendente. Nell'opera stessa del Comelli era previsto che, in conseguenza della ripulsa inglese, i congiurati si sarebbero ri-volti verso colui che denominavano il tiranno s Clorno III, pag, 279)1 Il Rinieti erede però dubbia la presentazione all' isola d'Elba del diségno erezione dell'Impero romano e affatto favolosa l'accettazione di esso da parte di Napoleone, il quale nel Memoriale M Mi, Sima accenna genericamente a pratiche di patrioti italiani con lui nel 1-81-4 in questi termini: des citoyens trouvérent le moyen d"arrivp, a l'ile d'Elbe et proposérent à l'Empereur divers projéts poitì? sonJever 'ie tonte énfce, s'il voulait promettre d'y débarquer et de venir se mettre a la tétè des peuples. L'Empereur les dissuada,,, (Correspondance 36-37).
Di altre circostanze, consone a quelle addotte dal Rinieri, noi facemmo cenno nell'articolo Roma italiana nel tramonto napoleonico pubblicato in Vita, italiana nel 1919, commentando le iminiscenze classiche della Costiiumone falla Gpel/ìa, recante la data del 15 ottobre tSigi, reminiscènze che, in veri uà-, si,, ripetono più o meno égceu-tuatamente, fin dai noti progetti e disegni patriottici del 1794-97 e