Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno <1927>   pagina <604>
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604 Bffltwfàp Spadini
di Francia perverte, jsJJ dire, 1 inen d'un ajmo al grado di co* lonnello. Trovandosi egli nella risorta Repubblica cisalpina presto sì diede alla carriera degli intrighi e delle congiure ordite contro Napo­leone per aver tradito le protraesse è le speranze degli Italiani. Sarebbe qui lungo seguire il Comelli nel .dettaglio delle sue vanterie di con­giurato, diì Ètti- so.n pieni i tre volumi dell'opera più vòlte aitata, nella quale è difficile ;s.cevestire: la storiai dal romanzo. Ci limiteremo a dire che egli asserisce d'aver avuto parte prìipale nel congiura dei eosì-detti Montenegrini (parola di riunione allusiva alla bravura di quel po­polo che in isiatiiìe circostanza s'aifi-anco. dal giogo degli Ottomani), al quale oscuro movimento egli attribuisce un intento patriottico italiano anziché l'a tendenza: LausMacante che risulterebbe da documenti contem­poranei à noi noti (r). La jpace dAmiens (o di Luneville?) troncò i nervi aifìa congiura e asserisce il Comelli che, caduto però per questa in sospetto e bandito,'; dai governanti della Cisalpina dopo averlo, a quanto pare,, carcerato, egli trova protezione ne' propri superiori della Truppa francese di guarnigione. Giusta ipoi il /suo racconto, che lascia a desiderare per l'esattezza della cronologia, dopo aver preso parte in Italia alla congiura nuovamente ordita, che in Francia mise capo al complotto Ceracchi-Arena, circa il a?lb all'apparecchiarsi della guerra con l'Inghilterra, egli si sarebbe imbarcato quale iCOmponente d'una deputazione italo-polacca di congiurati per intendersi con l'ammiraglio Nelson; ma, gittate da una tempesta sulle coste di Francia, rimase fèt
(i) Il cronista milanese Mantovani annotava in data i settembre T8OI: Seguirono questa notte molte insolenze. I montenegrini fermando alcuni, gli obbligavano a gridare:? / l'Imperatóre Interrogata una signora se era re­pubblicana, rispose di si: le diedero due schiaffi, xoila. ri'iaseireno: :*-à Il Ga­sarli, citando l'anzidetta nota nella sua WìtèM -41 Milano (Voi. V jp 38), fa parola dei montenegrini in questi tèrmini : Una ciurmaglia di popolani, fuo­rusciti e disertori, e perfino di guardie nazionali, accozzatisi per sfogare private vendette e braveggiare, sotto il nome dii montenegrini perturbavano di notte Mi­lano bastonando e ferendo .con sciabole i passeggeri. Accaddero seri disordini; e siccome tra le braverie di quei mascalzoni trapelava una reazione politica, i governanti si riscossero e arrestati più di cinquanta in pochi giorni tolsero di mezzo quella vergogna . Il Comelli parlando di quella congiura nella sua Me­moria indirizzata all'Imperatore d'Austria (Op. a. e, Tónno II, p. 23 e sgg.) dice che nelle sue note del (809 (o 1805?) alla detta Maestà rese conto della sua operazione con vecchi elementi della mancata insorgenza di Verona e di quelli di Lahotz, ciò che indirettamente conferma che quella congiura era, quanto meno, d'assai dubbia lega.