Rassegna storica del Risorgimento
1814 ; VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; COMELLI DE STUCKENF
anno
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1927
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pagina
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605
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Carlo Comelli de Stuckmfeld * il irono de' Cesari ecc. 605
rito in una partita d'armi col ten. col. Debeine, per il che egli non potè raggiungere le truppe francesi destinate per la guerra.
Sopravvenne intanto l'incoronazione di Napoleone ad imperatore ed anch'egli andò a Parigi. Fra militari italiani e francesi malcontenti) ch'erano colà per la cerimonia, avvenne, al dir del Comelli, dopo uno scampio di rimproveri, un' intesa ed un patto giurato, dando luogo ad una doppia cospirazione per liberare la Francia dal nuovo tiranno e al tempo stesso dare indipendenza all' Italia, e concentrando da allora in poi il movimento nella capitale dell' Impero. Probabilmente il Comelli qui allude all'origine della Filadelfia. Egli, che si trovava sempre al servizio di Francia come colonnello, mandò, a suo dire, rapporti di quanto si tramava all'are. Carlo in Vienna per mezzo dell'Ambasciata austriaca, e da quel tempo si mise in relazione con quella Corte per combinare i movimenti proseguendovi lino al fatai matrimonio di Napoleone con l'Arciduchessa Maria Luigia.
Il Comelli dice che nel 1805 fece stampare in Parigi un volume in 8 dal titolo: Memorie militari sull'ultima guerra tra la Francia e P Austria, che fu proibito per non esser lusinghiero pel Bonaparte e per i suoi partigiani (1), ciò che gli procurò, a quanto pare, la carcerazione e il sequestro, presso lo stampatore, d'altra opera annunciata in fine della prima e ch'era sotto i torchi. Risulta da dati avuti dal-J'IBIjèlfert dal Ministero della Guerra austriaco che nel giugno dello stesso anno il Comelli desiderò tornare nell'armata dell'Austria e che il conte Cobentzl ne interessò da Parigi Tare. Carlo, ma che questi si rifiutò opinando che un simile disertore non meritava alcun riguardo. Risulta tuttavia che il Comelli nel 1808 era in rapporto con l'are. Carlo, a cui indirizzava in data 3 agosto, dal castello di HéméstoeZ (a ottanta leghe da Parigi) dove era rifugiato, una lettera in cui lo ringraziava dell'accordatogli salvandotto per le autorità civili e militari del dominio imperiale e narrava le sue sventure e il pericolo corso per avere i gendarmi
(1) Facendo omaggio il t ottobre iSi3 d'una copia dell'opera al Comandante militare di S. M. Britannica ad Hameln il Comelli diceva che; fórse il solo merito di essa era d'essere stata proibita dal Tiranno che pretèndeva aver portato l'arte della guerra al suo più alto grado di perfezione mentre il. Comelli sosteneva ch'egli el caduto nella primiera barbarie . tìis>fy)ìne dea coìispiratioiis etc. a. Cij Tomo I, pj.. IVJIQ, tua: presunzione di saper l'arte della guerra anche pitY di Napoleone non era una delle minori debolezze del Camelli. -Iffltlapera innanzi citata si legge che, cintando avesseaivuìp tempo, egli Mleva pubblicai* un' Enciclopedìa mitìta